Le assunzioni alla vigilia del voto nel feudo di Censore

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Il Parco delle Serre avrà a disposizione 830mila euro per affidare incarichi professionali a tempo e tirocini. Senza alcuna procedura concorsuale. Deciderà il commissario Sodaro. Vicinissimo al deputato del Pd. Che il 4 marzo insegue una riconferma

Per mettere sotto contratto centinaia di giovani disoccupati non ci sarà bisogno né di titoli né di un concorso: i nomi li deciderà il commissario straordinario del Parco delle Serre. Che è un fedelissimo del deputato Bruno Censore, a sua volta candidato per la Camera alle prossime elezioni politiche nel collegio di Vibo, al cui interno ricade la riserva naturalistica. Probabilmente, la tempistica scelta per l’intera procedura sarà frutto di una banale coincidenza ma, nella Calabria degli scandali pre-elettorali legati alle assunzioni “interessate”, sono in molti ad avanzare sospetti su un bando che darà al Parco delle Serre la possibilità di gestire circa un milione di euro, da spendere per i contratti a tempo di diverse centinaia di giovani residenti e nell’imminenza del voto del 4 marzo.

LA DELIBERA Tutto nasce da una delibera della giunta regionale – proposta dall’ex assessore al Lavoro Federica Roccisano – dello scorso 9 dicembre (la 652), con la quale viene approvato un “accordo di programma” per la realizzazione del progetto “Politiche attive a supporto dello sviluppo dell’area protetta del Parco naturale regionale delle Serre”. Un piano che punta a formare «risorse umane qualificate», a «favorire una nuova imprenditorialità» e a coinvolgere i disoccupati «residenti nei comuni ricompresi nell’area protetta». Per realizzarlo ci sono un sacco di soldi a disposizione, in arrivo dal fondo Pac (Piano di azione e coesione) 2007-2013: 830mila euro, di cui 550mila destinati alle «indennità di partecipazione» e altri 280mila per la «formazione».

LA SHORT LIST Trovati i finanziamenti, non resta che individuare le modalità attraverso cui affidare i vari incarichi professionali a tempo o i tirocini finalizzati a un percorso di orientamento al lavoro. Ed ecco che spunta la fatidica short list, con i nomi di giovani laureati in cerca di una occupazione. Ma c’è – anzi, c’era – un piccolo ostacolo: l’iscrizione a quell’elenco si era chiusa il 23 maggio dello scorso anno. Il commissario Sodaro ha però trovato il modo di risolvere al meglio la questione. Come? Con la riapertura dei termini fino al prossimo 31 gennaio per la presentazione delle domande per l’iscrizione alla short list.
Dopo quella data, ai vari aspiranti non resterà altro da fare che aspettare il responso, che potrebbe arrivare proprio nel pieno della campagna elettorale oppure dopo il voto. Dipende tutto da Sodaro. Già, perché le selezioni – e il ricorso alla short list lo conferma – non prevedono alcuna procedura concorsuale, né l’attribuzione di punteggi, né la creazione di una graduatoria dei candidati. La scelta dei vincitori a cui affidare incarichi e tirocini sarà discrezionale.
Una procedura legittima, ma che potrebbe alimentare forti dietrologie in un periodo in cui tutti gli esponenti delle varie forze politiche scendono in campo a caccia di consensi utili per l’elezione. Il passato insegna: anche nella fondazione regionale Calabria Etica le short list erano state usate per favorire una pioggia di assunzioni alla vigilia delle ultime regionali, e la vicenda è finita all’attenzione della Procura di Catanzaro, che ha aperto un’inchiesta da cui poi sono scaturiti anche gli arresti per la sottrazione dei fondi destinati al Credito sociale.

LE SELEZIONI In questo caso, il soggetto attuatore del progetto, come previsto dalla delibera della giunta, sarà proprio il Parco delle Serre, che dovrà provvedere «alla selezione delle risorse umane disoccupate residenti nei comuni ricompresi nel perimetro dell’area protetta, destinatarie degli interventi formativi». In pratica, l’onere della scelta toccherà proprio a Sodaro, commissario dell’ente dal dicembre 2016 per volontà dell’esecutivo Oliverio ma soprattutto grazie all’appoggio di Censore. Il commissario, tra l’altro, alle ultime elezioni di Serra San Bruno si era candidato nella lista “La Serra rinasce”, creata proprio dal deputato del Pd.

LA PROVINCIA La vicenda, inevitabilmente, si inserisce nella turbolenta parentesi della campagna elettorale. Anche per Censore, che insegue la riconferma alla Camera dopo la prima esperienza iniziata nel 2013, sono settimane di grande impegno. Il suo attivismo, tuttavia, sta creando molte polemiche nel Vibonese. L’ultima riguarda l’emendamento alla Legge di stabilità 2018 e le promesse che porterebbe con sé. Censore e il presidente della Provincia, Andrea Niglia, pochi giorni fa hanno annunciato che il provvedimento consentirà all’ente intermedio di pareggiare i disastrosi conti economici e di uscire dal dissesto.
L’ottimistica dichiarazione ha tuttavia provocato la ferma condanna della deputata 5 stelle Dalila Nesci (anche lei in campo per le politiche), che ha accusato Censore e Niglia di voler illudere i cittadini e i dipendenti con false promesse. Per la parlamentare del Movimento, non è giusto «cantare vittoria» nel pieno della campagna elettorale, «perché non si conosce ancora quanto riceverà la Provincia di Vibo Valentia, al netto delle procedure previste dalla legge».

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