New York: Grammy Awards 2018: la giovane Alessia Cara, figlia di emigrati locridei, porta la sua musica “sul tetto del mondo”

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E’ stata una serata indimenticabile per Alessia Cara, la giovane star canadese di origini calabresi che ieri sera al Madison Square Garden di New York , battendo l’agguerrita concorrenza, è stata premiata come migliore nuova artista mondiale dell’anno, ricevendo cosi  l’ambito premio Grammy Awards 2018. Un mix di emozioni e tante lacrime di gioia per i suoi parenti, a testimonianza del fatto che a volte i sogni si possono avverare soprattutto quando si ha talento e si fanno grandi sacrifici per raggiungere degli obiettivi . Ricordiamo che il papà di Alessia Caracciolo, in arte Alessia Cara, è di Ardore mentre  la madre è originaria di Brancaleone. I due, prima di emigrare a Toronto, in Canada, hanno vissuto ad Ardore per  8 anni. Il nonno paterno era originario di Siderno.  La nuova star che sta conquistando l’America e il mondo intero è nata però in Canada e ha 19 anni.  Parla correttamente italiano e calabrese. Si è fatta conoscere su YouTube, dove ha pubblicato diverse cover dei suoi artisti preferiti, riuscendo nel 2015 a siglare un contratto con una casa discografica. Dopo il grande successo del suo singolo “Here”, l’11 marzo è uscito  anche in Italia il suo album di debutto intitolato “Know it all”. Mentre a maggio scorso è anche iniziato il suo tour che l’ha portata in Francia, Olanda, Canada e Inghilterra.  E’ stato un anno stupendo per  Alessia Cara che non solo ha segnato i propri successi  ma che ha anche collaborato con altre star mondiali della musica. In effetti, ha avuto un flusso abbastanza costante di 10 migliori hit su Hot 100 e ora potrebbe ha ottenuto questo ambito premio. Il Grammy per il miglior artista esordiente è un premio Grammy istituito nel 1960, un anno dopo la prima edizione dello spettacolo. Fa parte dei quattro grandi premi principali ed è infatti uno dei più prestigiosi. Come riportano le agenzie di stampa,è stata la grande notte di Bruno Mars. Il cantante hawaiano ha fatto il pieno di premi:  album dell’anno e record dell’anno, per 24 K Magic, canzone dell’anno per “That’s what I like”. Mars ha vinto tutti e sette i grammofonini per cui era candidato, compresi Best R&B Performance e Best R&B Song.  Dopo 15 anni gli Oscar della musica sono ritornati al Madison Square Garden di New York (le precedenti edizioni erano targate Los Angeles). Serata all’insegna delle donne, come ultimamente accade: rose bianche(simbolo della lotta contro le violenze) per quasi tutte le star e tanti discorsi e momenti dedicati ai movimenti #Metoo e Time’s up. Particolarmente toccante è stata l’esibizione di Kesha che insieme a un gruppetto di colleghe, coriste d’eccezione (fra queste Cindy Lauper e Rihanna) ha cantato Praying. Lei stessa sta portando avanti una battaglia legale contro il produttore Dr Luke per molestie.  Al rapper Kendrick Lamar, che ha aperto lo show con un mix dei suoi recenti successi, sono andati 5 premi: Best Music Video per “Humble”, Best Rap/Song Performance, per “Loyalty” cantata insieme a Rihanna e altri tre, compresi miglior album rap, migliore canzone rap e Best Rap Performance.  Alessia Cara ( unica donna premiata )  ha vinto, come dicevamo, il premio come migliore nuovo artista.  Nella categoria pop a vincere due grammofonini è stato Ed Sheeran (che non era presente alla serata): best Pop Vocal Album, con la canzone “Divide” e migliore performance pop, con “Shape Of You”. Nella categoria rock un premio è andato a Leonard Cohen, recentemente scomparso. Album rock dell’anno è infatti risultato “You Want It Darker”, suo 14esimo e ultimo lavoro, uscito un mese prima della sua morte.  E ancora, Chris Stapleton ha vinto il premio Best Country Album mentre i Foo Fighters hanno portato a casa il grammofonino per la migliore canzone rock, con Run.  Molte le star che si sono esibite durante le tre ore e mezza di spettacolo: Lady Gaga ha dedicato “Million Reasons” alla zia scomparsa, suonando un pianoforte a coda coperto di piume, Elton John ha cantato insieme a Miley Cyrus il suo successo “Tiny Dancer”, gli U2 si sono esibiti su un palco sistemato sull’Hudson River, davanti alla statua della Libertà. Pink e Keshahanno dedicato le loro canzoni alla lotta contro gli abusi e Sting, in onore del ritorno dei Grammys a New York ha cantato “An Englishman in New York”.  Luis Fonsi e il rapper Daddy Yankee hanno cantato “Despacito”, nominata fra le cinque canzoni dell’anno pur rimanendo a bocca asciutta. Niente da fare anche per l’unico italiano candidato, l’armonicista Fabrizio Poggi, nominato nella categoria best traditional blues album, grazie al disco Sonny & Browniès Last Train registrato con il cantante e chitarrista blues Guy Davis. Ma con Alessia Cara, un pezzo d’Italia e di Calabria, rimarrà per sempre nella memoria di questa incredibile edizione dei Grammy Awards.

Antonio Tassone

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