PERCHE’ TUTTO QUESTO PANE SPRECATO?

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di Franco Blefari

Ogni volta che muore qualcuno e in chiesa viene celebrato un trigesimo o un anniversario, ogni famiglia, in questo paese, secondo un’antica tradizione, retaggio di secolari schiavitù, è costretta ad offrire alle persone presenti al rito liturgico dalle 300 alle 700 forme di pane da mezzochilo al prezzo di un euro minimo, per un ammontatre di spesa che va dalle trecento alle settecento euro. E quando le messe si susseguono fino a tre o quattro la settimana, allora la spesa si moltiplica fino ad arrivare ad oltre 3.500 euro. In considerazione che molti di noi sono in età avanzata e mangiano solo panini e che le nuove diete escludono il pane categoricamente dall’alimentazione per non ingrassare , non rimane che buttarlo nella spazzatura o mandarlo nei paesi vicini. Allora, mi chiedo: non sarebbe meglio dare tutti questi soldi alla chiesa del Santo Rosario per completarne la ristrutturazione? Fare opere di carità con tutti questi immigrati non minori che ci sono nei nostri paesi per il loro sostentamento, dopo che il governo li ha prima accolti per poi abbandonarli? Non sarebbe meglio isituire un fondo di assistenza pubblica per tutti coloro che vivono in difficoltà ( riforosamente accertata) e alleviare il loro disagio con contributi settimanali o viveri di prima necessità? Certo,il pericolo che qualcuno mangi il solito formaggio – come è già successo – ed un altro solo la pasta, è reale, ma anche a questo si potrebbe trovare una soluzione, quando si vuole. Insomma si potrebbero fare tante cose utili, anzichè sperperare i soldi della pensione ( perché noi al Sud solo di pensione viviamo ), per fare qualcosa che – ne sono certo – nemmeno a Dio è gradita.

L'immagine può contenere: cibo e spazio al chiuso

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