Lun. Mag 17th, 2021

Opera architettonica che unisce assieme singolarità e diversità

Un ponte non è solo un’opera architettonica che unisce due punti. Un’opera che congiunge singolarità e diversità insieme, opposti che appartengono alle categorie dicotomiche dell’essere e del divenire, della separazione e della congiunzione, della lontananza e della prossimità. È metafora, ma è anche oggetto fisico di connessione. L’infrastruttura disegnata da Santiago Calatrava per Cosenza è il ponte strallato più alto d’Europa, l’impalcato è retto da una serie di cavi – gli stralli – ancorati a piloni di sostegno e con i suoi 130 metri di ampiezza e l’imponente torre di 104 metri non delinea esclusivamente un collegamento da una sponda all’altra del fiume Crati, dalla periferia al centro urbano, ma idealmente avvicina la città alle architetture delle più belle metropoli europee: è un ponte verso l’idea di futuro urbanistico che il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, ha immaginato per la città. La consegna dell’opera alla città avverrà il 26 gennaio, alle 18, alla presenza dell’architetto spagnolo, con un evento artistico unico, la cui direzione è affidata a Valerio Festi. Festi, con una lunga esperienza in eventi come l’apertura dei Giochi Olimpici di Torino, è artefice nelle piazze di tutto il mondo di spettacoli in cui prevalgono tecniche e soluzioni aeree, allestimenti che stupiscono il pubblico. Luci, fuochi d’artificio, un pianista sospeso nel vuoto, che suona le partiture di Alfonso Rendano per celebrare un progetto che, dopo tanta attesa, finalmente è diventato realtà. “Mi piace definirlo battesimo – afferma il direttore artistico Festi, in Comune da giorni per seguire da vicino le prove e le procedure tecniche per la realizzazione dello spettacolo – perché con la luce battezzeremo un’opera attesa da anni che finalmente è arrivata”. “Mi hanno raccontato – prosegue Festi – che una notte di luna piena, un bambino guardando il ponte, ha detto che gli sembrava di vedere un lupo che stava per afferrare la luna. Ecco, il lupo della Sila, i lupi di questa terra sono presenti nella fantasia e collegati al ponte vuol dire che qualcuno se n’è già appropriato. I bambini appunto, che sono più svegli di tutti noi. Questo manufatto bianco che si mostra, che mette assieme e coniuga la volontà di incontrarsi, sarà al centro di tutto lo spettacolo. È un ponte leggero, che non ha nulla sotto, sospeso nell’aria, come una ballerina leggera che danza nel cielo”.

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