«Sorical funziona, ma i Comuni ci devono 200 milioni»

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Conferenza stampa di inizio anno per i vertici della società che gestisce le risorse idriche calabresi. Incarnato elenca gli interventi realizzati e i prossimi investimenti. «Ma il sistema così com’è organizzato non va bene, bisogna intervenire»

«Sorical esiste e funziona, nonostante i Comuni calabresi siano in debito per 200 milioni di euro». In estrema sintesi è questo il messaggio che il commissario straordinario della società che gestisce la rete idrica in Calabria, Luigi Incarnato, ha voluto lanciare ai calabresi nella conferenza stampa di inizio anno indetta giovedì mattina negli uffici dell’azienda. Al suo fianco, l’assessore regionale alle Infrastrutture Roberto Musmanno, e il capo dell’area tecnica operativa, Sergio De Marco.
«Ho voluto indire questo incontro – ha esordito Incarnato – perché ritengo giusto spiegare ai cittadini calabresi cosa facciamo con i soldi pubblici che gestiamo. Sorical ha infrastrutture vetuste e fatiscenti che necessitano di interventi ordinari e straordinari, ma vanta anche crediti ingenti nei confronti dei Comuni che sono in grande difficoltà. Il sistema così com’è organizzato non va bene e bisogna intervenire. Nonostante questo, nel 2017 abbiamo investito 10 milioni di euro, spesi in maniera oculata».
L’elenco degli interventi effettuati dal gestore regionale della rete idrica arriva a circa venti azioni. Tra le più importanti, a Reggio Calabria, Sorical è intervenuta per ripristinare la condotta Calopinace, sostituita appena dieci anni fa ma già responsabile di gravi disservizi idrici in città; inoltre sono al collaudo le opere idriche ed elettriche per il bypass della diga del Menta, la cui entrata in funzione è prevista per la fine della primavera prossima. A Vibo Valentia, inoltre, è stato installato un nuovo impianto di filtraggio per l’acquedotto Medma.
Su Cosenza, gran parte degli investimenti è stata destinata per risolvere i problemi relativi all’approvvigionamento idrico nel centro storico dovuti alla grave siccità che ha colpito le sorgenti Abatemarco, Bufalo, Timpafusa e Merone. Tra i provvedimenti, anche il raddoppio dell’acquedotto Abatemarco, il cui progetto era bloccato dal 2012.
Su Catanzaro, la situazione critica della condotta che attraversa il fiume Alli e costeggia l’ormai nota SP25 sarà puntellata grazie all’allaccio di un nuovo bypass. Inoltre, ne ha dato annuncio l’assessore Musmanno, è partito l’iter per assegnare i lavori di consolidamento e messa in sicurezza delle vasche di approvvigionamento di Magisano, le stesse sulle quali il sindaco del capoluogo Sergio Abramo aveva lanciato l’allarme nelle scorse settimane: «Il problema sulle vasche di Magisano – ha spiegato Musmanno – è emerso in tutta la sua criticità nello scorso inverno. Da allora, ci siamo attivati per reperire i fondi necessari alla messa in sicurezza di un’area che, in caso di problemi, rischierebbe di lasciare a secco la città di Catanzaro per mesi. La Regione ha quindi trovato e già messo a disposizione i 3,8 milioni di euro necessari a risolvere la questione, ora Sorical dovrà avviare il procedimento così da arrivare ad iniziare i lavori entro la fine della primavera».
Per Catanzaro, inoltre, lo stesso Musmanno ha annunciato un ulteriore finanziamento di 10 milioni di euro a valere sul Patto per la Calabria destinato alla messa in sicurezza di tutto l’acquedotto di Santa Domenica e la valutazione di alcuni interventi a valle su alcune vasche del quartiere Lido, intervento grazie al quale si potranno risolvere in maniera definitiva parecchie difficoltà di approvvigionamento nel capoluogo. Inoltre, un altro intervento nell’area del campo pozzi, permetterà di creare un sistema di “backup” capace di garantire il mantenimento del 55% della rete idrica nelle situazioni di emergenza dovute a rotture o quasi nel tratto in cui la conduttura costeggia il fiume Alli.
Fin qui, le note positive della gestione e dei progetti previsti per l’anno in corso. Ma le difficoltà lamentate da Incarnato si sostanziano in un “buco” di circa 200 milioni di euro accumulato dal 2004 ad oggi e che prende le mosse dalla mancata riscossione dei canoni acqua. Inoltre, Sorical aveva ereditato dalla Regione Calabria un ulteriore debito dei Comuni pari a circa 450 milioni di euro per i canoni non versati dal 1981 al 2004: di questi, rimangono ancora 280 milioni da recuperare. Tra i Comuni indebitati, inoltre, ce ne sono trenta che rischiano di andare in dissesto finanziario, azzerando di fatto i crediti vantati da Sorical. Cifre enormi che da sole fanno percepire quali e quanti investimenti avrebbe potuto mettere in campo Sorical negli anni se solo ci fosse stato un sistema di riscossione e di gestione della rete adeguato.
Proprio quel sistema che l’assessore Musmanno ha tracciato sulla scorta della legge regionale approvata nel 2017 in Consiglio grazie alla quale viene istituito un unico ente regionale per la gestione del sistema idrico calabrese: «Abbiamo la necessità – ha detto il docente Unical – di tirare fuori la partita dell’acqua dai bilanci dei Comuni, evitando ai sindaci da un compito gravoso e facendo diventare il sistema efficace. Così per come avviene per altri servizi, introdurre la fatturazione bimestrale emessa direttamente dal soggetto gestore, permetterà alle famiglie di sostenere più facilmente i costi per l’acqua e all’Ente di poter controllare meglio la riscossione».
Saranno, poi, 37 i Comuni calabresi sopra i 5000 abitanti che a breve potranno beneficiare del piano di ingegnerizzazione della rete idrica: un piano da 65 milioni di euro finanziato dal Patto per la Calabria che, dopo l’approvazione del progetto preliminare avvenuta lo scorso 27 dicembre, ora attende la conclusione del progetto definitivo, con una previsione di avvio dei lavori entro il 2018.
Infine, per l’anno in corso, Sorical prevede di investire sulla rete per 15 milioni di euro.

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