Altri 15 giorni per tentare di salvare l’aeroporto di Crotone

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A Lamezia la protesta dei cittadini per far ripartire lo scalo. Un centinaio i manifestanti. Dieci sindaci sono stati ricevuti dal direttore generale della Sacal. «Entro due settimane si cercherà di chiudere con alcune compagnie». Il sindaco Pugliese: «Senza risposte, sarà ancora mobilitazione»

Un tavolo tecnico permanente per quindici giorni, il tempo necessario per cercare di chiudere uno dei possibili contratti con le compagnie aeree con le quali Sacal è in contatto. È questa la, seppur scarna, promessa che alcuni sindaci del Crotonese sono riusciti a strappare alla società che gestisce gli aeroporti calabresi nella mattinata di venerdì. Scortati da un centinaio di manifestanti, dieci primi cittadini, dopo qualche trattativa, sono stati ricevuti negli uffici Sacal. Con l’assenza del presidente Arturo De Felice, la mediazione è passata nelle mani del direttore generale Piervittorio Farabbi. L’incontro, che si è svolto a porte chiuse, ha visto anche la partecipazione dei consiglieri regionali Flora Sculco (scesa da uno dei sei pullman che stamattina è partito da Crotone), Arturo Bova e del deputato Nicodemo Oliverio.
«Il Tavolo tecnico è stato appena costituito, c’è stretto riserbo sui nomi delle compagnie», spiega il sindaco di Crotone Ugo Pugliese, che improvvisando una conferenza stampa all’aperto si è fatto portavoce di quanto ottenuto durante la riunione. «Il nostro è stato un Tavolo tecnico e non politico – ha spiegato Pugliese – perché vogliamo avere delle risposte certe altrimenti proseguiremo con la protesta». «A noi non interessa l’assenza di De Felice – ha sottolineato – ma interessa solo risolvere la questione. E sia il direttore generale Fabbri che il presidente Oliverio (non era presente ma è stato contattato durante la riunione, ndr) ci hanno garantito che questo Tavolo tecnico si riunirà martedì 13 in Regione, con tutti i sindaci che sono stati qui oggi».
«Io non sono più ottimista – ha detto Pugliese rispondendo alle domande non solo dei giornalisti ma anche dei manifestanti -. Ho sbagliato ad esserlo in passato, ma ora aspetto di vedere dei contratti scritti». «Sacal – ha aggiunto – non è in grado di darci risposte sul perché dei ritardi in tutti questi mesi. Fly Servus è stato un bluff, uno schiaffo per tutti noi sindaci. Cercherò di restituirlo con gli interessi».

Nel frattempo, nelle circa due ore di attesa, nell’area antistante l’aeroporto lametino i manifestanti hanno cercato di far sentire la propria voce nonostante un cordone di poliziotti li ha tenuti lontano dai cancelli degli uffici della Sacal. «Apriteci, non siamo delinquenti ma solo dei cittadini onesti», ha urlato qualcuno, spazientito dall’attesa. «Crotone deve tornare a volare» è stato uno degli slogan e dei cori più intonati tra i presenti. C’erano anche i giovani crotonesi a Lamezia. «L’isolamento del nostro territorio è una piaga – hanno detto alcuni studenti -. È difficile muoversi non solo in Europa, ma anche in Italia». «Siamo qui per cercare di tutelare un territorio che viene trascurato con superficialità arrivata a livelli insostenibili. L’implementazione dei trasporti è oramai una questione che deve arrivare ad una svolta», sono state invece le parole di uno dei dipendenti della struttura Marrelli hospital.
Subito dopo aver ascoltato le parole di Pugliese, i pullman sono ripartiti per far rientro a Crotone con la speranza che l’ennesima promessa di Sacal non cada nel vuoto.

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