Franco Corbelli (LeU): “A Sanremo vince l’Italia dell’accoglienza. Se eletto al Parlamento, porterò Ermal Meta e Fabrizio Moro, gli interpreti della canzone ‘Non mi avete fatto niente’, vincitrice della rassegna canora, in piazza a Cosenza per una grande festa popolare”

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“A Sanremo vince l’Italia dell’accoglienza. Se eletto al Parlamento, porterò Ermal Meta e Fabrizio Moro, gli interpreti della canzone ‘Non mi avete fatto niente’, vincitrice della rassegna canora, in piazza a Cosenza per una grande festa popolare”. E’ quanto annuncia Franco Corbelli, leader del Movimento Diritti Civili e candidato, per Liberi e Uguali, alla Camera nel collegio di Cosenza. “Sarà una grande festa di popolo e un momento di riflessione – aggiunge Corbelli – soprattutto, per i giovani, sul dramma epocale dell’immigrazione, sui muri della vergogna, sull’orrore del terrorismo e sulle guerre inutili. In questa bellissima, commovente e significativa canzone ho rivisto la storia della mia vita, sempre al servizio degli ultimi e dei migranti. Nel mio libro ‘La favola del piccolo Cisse’ racconto le stesse cose della canzone, gli stessi drammi, le sofferenze e la speranza a partire dal sorriso di quel bambino, come cantano i due autori, afferma Corbelli. Il successo clamoroso che Ermal Meta e Fabrizio Moro hanno ottenuto, trionfando a Sanremo con il voto degli italiani, su quello che di fatto è stato un vero e proprio referendum popolare pro o contro l’accoglienza, conferma che per fortuna la stragrande maggioranza dei cittadini del nostro Paese non è ostile agli immigrati, non è xenofoba, non nutre sentimenti di odio verso chi è costretto a lasciare il proprio paese cercando una vita più dignitosa. Per questo se eletto, già il giorno dopo le elezioni, prenderò contatto con l’agente dei due artisti per organizzare il grande concerto a Cosenza, che pagherò con le prime indennità mensili che, così come le altre, saranno utilizzate per le mie iniziative umanitarie e regalerò non solo alla mia città e ai comuni del mio collegio ma all’intera Calabria e a quanti vorranno venire, anche da altre regioni, in piazza ad ascoltarli. Per riflettere e non dimenticare il dramma epocale dell’immigrazione, dei muri dell’odio, delle vittime innocenti del terrorismo, delle discriminazioni e delle guerre inutili”.

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