FRANE SP122 JUNCHI PRISDARELLO

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Le popolazioni di questi luoghi sono esasperate e indignate. Sono trascorsi altri cinque mesi dalla protesta pacifica ma le istituzioni non hanno fatto nulla di concreto per mettere mano alla sistemazione delle pericolosissime frane che oltre ai disagi che apportano sono costantemente delle trappole per la vita della gente e Reggio Calabria si permette il lusso di dormire e di “giocare” su queste gravissime responsabilità, rinviando sine die -tra l’altro malamente e scorrettamente- l’intervento riparatore.
Guardate per esempio queste foto responsabilmente pubblicate da Caterina Fuda -che tra l’altro è una componente del direttivo dell’Associazione Orizzonti di Prisdarello- immagini altrettanto responsabilmente commentate dalla gente di quei luoghi, in cui si vede la panoramica della strada con la sua strettoia e la mancanza di barriere di protezione, il palo della segnaletica crollato nuovamente con il vento, a dimostrazione di quanta cura anche gli addetti lavorano su quella strada !
L’aggiornamento -purtroppo solo di comunicazione- è quello che segue.
Abbiamo ritenuto di estendere la comunicazione della disastrosa e pericolosa situazione a TUTTI I CONSIGLIERI DELLA CITTA’ METROPOLITANA per metterli al corrente della situazione ma anche per responsabilizzarli collettivamente, stimolandoli ad intraprendere iniziative di qualsiasi genere, richiamandoli anche alla loro corresponsabilità se sinora non si è fatto niente.
Abbiamo nuovamente mandato una forte comunicazione al Prefetto e rinnovata anche la comunicazione ai Commissari Prefettizi di Marina, rimasta purtroppo ancora senza risposta. E stiamo parlando di organi di Governo, la massima espressione che ci possa essere.
Abbiamo quindi preso atto che l’apprezzabilissima, partecipata e matura protesta popolare pacifica, civile, democratica di cittadinanza attiva del 7 ottobre 2017 ha prodotto da parte della Città Metropolitana solo un provvedimento che si è rivelato poco serio e concreto, un atto “politico” fumoso, tipico della politica che fa allontanare la gente e la credibilità dalle Istituzioni.
Fumoso e oserei pure ipotizzare “ingannevole”, perchè privo dell’immediatezza della disponibilità dei 150.000 euro per come proclamato pubblicamente dalle istituzioni (si ricorda che in una pubblica intervista andata in onda nei Tg di Telemia ed in pomposi comunicati stampa provenienti proprio dai Consiglieri Delegati della Città Metropolitana, venne affermato che in risposta alle istanze dei cittadini, il Consiglio della Città Metropolitana. nell’approvare il Bilancio, aveva votato un emendamento per la disponibilità immediata di 150 mila euro da destinare alle frane della SP 122 Junchi e Prisdarello.
Ma da nostri autonomi successivi accertamenti (tecnologia consolidata “San Tommaso”), abbiamo scoperto che effettivamente l’emendamento è stato votato, ma -qui, la “mossa politica fumosa” per dimostrare l’interesse avuto- abbiamo appurato che ci è stata omessa la parte più importante: i soldi sono da prelevare dall’AVANZO DI AMMINISTRAZIONE !. Ottima ed apprezzabile scelta, sembrerebbe. Da ringraziare chi l’ha fatta. Ma non è così, purtroppo.
Dove sta il “buco” o come meglio si dice “dove sta il trucco ?”.
E’ che non si è mai vista una Amministrazione Pubblica che chiude il Bilancio in avanzo !
E di questo ce ne ha dato conferma pochi giorni fa una autorevole fonte dello stesso Consiglio Metropolitano, secondo cui altro che avanzo, ci sono milioni di deficit !
Ma pur ammettendo che si verifichi l’avanzo, è prassi ordinaria che ci vogliono ancora mesi per chiudere i conti e verificare se questo avanzo c’è !
In buona fede o meno, capite dunque che operazione poco rispettosa verso queste popolazioni si è messa in circolo ?
Popolazioni che da due anni bramano la sistemazione della strada e la messa in sicurezza principalmente per la incolumità delle persone.

Su tutte queste premesse ora si sta ragionando su due iniziative possibili da intraprendere, che hanno la finalità di richiamare per l’ennesima volta la Città Metropolitana, con il testa il suo Sindaco Giuseppe Falcomatà ma anche tutti i Consiglieri che la compongono, siano essi “di maggioranza” o “minoranza”. Infatti i Consiglieri non devono assolutamente defilarsi ma impegnarsi come si deve e come il problema merita, alla pari di tanti altri in altri territori, nessuno chiede privilegi egoisticamente solo per sè !

Le iniziative su cui si sta lavorando sono queste:
– il 4 MARZO andare ai seggi e NON VOTARE, esprimendo verbalmente o con uno scritto predisposto, i motivi della protesta (è una operazione legalmente e costituzionalmente garantita, tanto che -per disposizioni delle autorità governative- i Presidenti di seggio hanno l’obbligo di trascrivere nei loro verbali il motivo della protesta dichiarata dall’elettore o di allegare le dichiarazioni ai verbali).
– verificare se vi sono gli elementi di fatto e di diritto per fare un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica, come suggerito da più parti. Credo che gli elementi ci sono dato che le persone sono messe a rischio di vita con quel precipizio profondo non protetto da alcuna barriera e persino i segnali di tutela sono materialmente a terra.

Di tutto questo in giornata verrà preparato un comunicato stampa che sarà inoltrato alle autorità citate, alla stampa (giornali in carta ed on line), alle televisioni e pubblicata su Facebook.
Una buona domenica, per il resto !

Vincenzo Logozzo
Gioiosa Jonica, 18 febbraio 2018

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