Politiche, la depurazione diventa uno spot per il Pd

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La Federazione di Crotone diffonde un manifesto in cui rivendica il merito di aver ottenuto 35 milioni di euro per l’ammodernamento della rete. Con tanto di ringraziamento alla Regione Calabria e di invito a votare il partito di Renzi

Uno ci mette tutta la buona volontà per non credere che gli ingenti fondi pre-elettorali erogati dal Pd al governo abbiano anche finalità “propagandistiche”. Poi le rivendicazioni del Pd stesso tolgono ogni dubbio. La Federazione di Crotone ha diffuso un manifesto inequivocabile, in cui ringrazia la Regione Calabria per gli investimenti per la depurazione destinati a 17 Comuni della provincia. In ballo ci sono 35 milioni di euro, una tranche dei 260 complessivi approvati nei giorni scorsi dalla giunta Oliverio a favore dell’ammodernamento delle reti regionali.
Sul manifesto della federazione crotonese campeggia la scritta «Grazie Regione Calabria» e, sotto, l’esortazione: «vota Pd», con tanto di simbolo con una “X” sopra. Più su, un’altra indicazione agli elettori: «Scegli il buon governo».
In bella mostra ci sono tutte le cifre assegnate ai Comuni: Caccuri (780mila euro), Casabona (1,6 milioni), Cirò (465mila), Cirò Marina (7 milioni), Cotronei (4,5), Crotone (4,6), Crucoli (3,8), Isola Capo Rizzuto (4,4), Mesoraca (184mila), Petilia Policastro (2,2), Rocca di Neto (1,3), Roccabernarda (600mila), San Mauro Marchesato (200mila), Santa Severina (1 milione), Savelli (340mila), Scandale (1,4) e Verzino (723mila).
Sono fondi attesi da decenni che serviranno a migliorare l’intero sistema depurativo del Crotonese. Ma sono anche investimenti pubblici, quindi pagati dai contribuenti, su cui il Pd sembra voler mettere il cappello per dare una spinta alla sua campagna elettorale, nel tentativo di recuperare la distanza da centrodestra e Movimento 5 Stelle, in vantaggio secondo tutti i sondaggi, a Crotone e non solo.

IL CASO CALABRIA VERDE Non è l’unico caso di “propaganda governativa” spinta. Solo ieri Wanda Ferro, candidata nel collegio maggioritario di Vibo Valentia con il centrodestra, ha usato l’ironia per criticare la strumentalizzazione di un’azienda come Calabria Verde da parte del Pd e, in particolare, dell’aspirante deputato Bruno Censore.
Nel mirino di Ferro c’è il convegno in programma oggi a Fabrizia, al quale parteciperanno anche il commissario dell’ente, Aloisio Mariggiò, lo stesso Censore e il consigliere regionale dem Michele Mirabello.
«Un tema, quello della riorganizzazione in atto all’interno di Calabria Verde – dice l’ex candidata governatrice –, sul quale era evidentemente necessario un approfondimento urgente, per il quale non si poteva assolutamente attendere il 5 marzo, né rinunciare all’opportunità di avere il contributo scientifico di un esperto della materia quale l’onorevole Censore, che si è messo a disposizione togliendo tempo prezioso alla sua campagna elettorale sul territorio. Sono certa infatti che l’iniziativa non ha alcuna finalità elettorale, e che solo per le sue riconosciute competenze sui temi della forestazione le conclusioni sono state affidate a Censore». E ancora: «Sarebbe stato davvero di cattivo gusto trascinare strumentalmente il generale Mariggiò, figura istituzionale di indiscutibile serietà e specchiata moralità, in una manifestazione politica, approfittando della sua disponibilità a confrontarsi e a rendere conto pubblicamente del suo operato. Il centrosinistra non arriverebbe a tanto, e sono certa che dopo il convegno gli organizzatori non avranno la sfacciataggine di andare in giro per i cantieri forestali con il pretesto di parlare della riorganizzazione della azienda, ma in realtà per sponsorizzare la candidatura alla Camera di Censore».

LE ASSUNZIONI Censore, da sempre vicino alle posizioni di Oliverio, nelle scorse settimane era finito nella bufera anche per la massiccia campagna di assunzioni avviata dal Parco delle Serre grazie ai fondi concessi dalla Regione Calabria, circa un milione di euro. I beneficiari saranno centinaia di giovani disoccupati che, per essere messi sotto contratto, non avranno bisogno né di titoli particolari né di partecipare a un concorso pubblico. La scelta sarà appannaggio di Mimmo Sodaro, commissario del Parco ed ex candidato consigliere di Serra San Bruno nella lista “La Serra rinasce”, creata proprio da Censore. Che, a differenza della Federazione di Crotone, ha sì rivendicato i meriti del Pd calabrese, ma senza scriverlo sui manifesti.

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