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Processo “Genesi”, condannati anche in Appello i boss del Vibonese

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Confermate le pene a 6 anni per associazione mafiosa ai fratelli Diego Mancuso, Pantaleone Mancuso alias “l’Ingegnere”, Francesco Mancuso detto “Tabacco” e a Giuseppe Santaguida. Assolto Giovanni Mancuso. Tre le prescrizioni

A 18 anni dall’operazione, giunge a sentenza di secondo grado il processo “Genesi” che vede imputati presunti esponenti di spicco dei clan di ‘ndrangheta Mancuso, Galati e Prostamo di Mileto, Soriano di Filandari, Morfei di Dinami. La Corte d’appello di Catanzaro ha confermato la condanna per associazione mafiosa a 6 anni di reclusione inflitta in primo grado, nel maggio 2013 dal Tribunale di Vibo Valentia, ai fratelli Diego Mancuso, Pantaleone Mancuso alias “l’Ingegnere”, Francesco Mancuso detto “Tabacco”, tutti di Limbadi, e a Giuseppe Santaguida, di Sant’Onofrio. Assolto, invece, per non aver commesso il fatto, Giovanni Mancuso, zio degli altri tre Mancuso imputati, che era stato condannato in primo grado a 6 anni per associazione mafiosa. Condannato anche Nazzareno Prostamo, di San Giovanni di Mileto, a 13 anni, Nicola Zungri, di Rosarno, a 6 anni di reclusione. Prescrizione dei reati invece per Pasquale Pititto, di San Giovanni di Mileto (in primo grado condannato a 8 anni); Mauro Campisi, di Monsoreto di Dinami (7 anni); Rocco Angiolini, di Dinami (9 anni). Sentenza di non doversi procedere per morte dell’imputato è stata dichiarata nei confronti di Michele Tavella di San Giovanni di Mileto. L’operazione “Genesi”, coordinata dalla Dda di Catanzaro, e condotta nell’agosto del 2000, coinvolse oltre 40 persone, accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, traffico di stupefacenti, usura, estorsioni, rapine, detenzione di armi.

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