3 Dicembre 2020

“Dopo aver dato corpo è sostenuto con il mio sciopero della fame (quattro giorni alla settimana) il Satyagraha di Rita Bernardini e di oltre 10.000 detenuti per chiedere al Governo di varare subito, prima della fine della legislatura, i decreti attuativi della riforma dell’ordinamento penitenziario – afferma Rocco Ruffa, candidato di +Europa con Emma Bonino – apprendere che invece il Governo in carica guidato da Gentiloni ha deciso di cedere ai populismi e rimandare la riforma delle carceri alla prossima legislatura, anch’io mi sono sentito deluso e amareggiato”. “In pratica – sostiene Ruffa – si preferisce continuare nella violazione del diritto umano ad una pena che rieducare senza torturare perché un decreto sulle pene alternative al carcere è poco conveniente in campagna elettorale. Eppure la questione carceri è stata definita nel 2011 dall’allora Presidente della Repubblica Napolitano una ‘prepotente urgenza’ e nel 2013 l’Italia è stata condannata dalla Cedu proprio per i trattamenti inumani e degradanti dentro le nostre patrie galere. Come militante del Partito della Nonviolenza di Marco Pannella che, anche dopo la sua morte, con esponenti come Rita Bernardini, ha sempre fatto della questione giustizia e della sua appendice carceraria una priorità, anch’io mi sento deluso e amareggiato”.

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