STRAGE RENDE. ESAME SUI CORPI

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Continua senza sosta l’indagine nei confronti di Salvatore Giordano, commerciante al di sopra di ogni sospetto, che nella notte tra domenica e lunedì ha ucciso tutta la sua famiglia e in ultimo, di fianco alla moglie, si è tolto la vita.
Le novità vengono centellinate perché alla base, come sottolineato dal procuratore capo della Repubblica Mario Spagnuolo, c’è il dramma familiare. Nessun messaggio, non un biglietto. Nessun diario o irregolarità dalle scritture contabili. Salvatore Giordano non lascia tracce e getta nel limbo tutti quelli che in queste ore stanno cercando di capire il perché del gesto.
Le autolinee della città di Cosenza sembrano essere una città nella città. Un quartiere distaccato che vive della vita dei pendolari e di chi invece nei palazzi di via delle Medaglie d’Oro ci ha sempre vissuto. Il macellaio, il tabaccaio, finanche il ristoratore di cibi orientali nel descrivere la famiglia Giordano sembrano essere commedianti che recitano a memoria un copione. La giornata di sabato è scandita con precisione come le lancette dell’orologio. Apertura e chiusura come indicano la scritta in rosso sull’insegna poi ognuno alla propria vita familiare. Domenica chiusi, così come il lunedì giorno di festa viste le celebrazioni della Madonna del Pilerio.

IL MOVENTE Ma se da una parte ci sono amici e familiari che dipingono le loro relazioni “normali” da “ottima famiglia” con Salvatore, Franca, Giovanni e Cristiana dall’altro c’è da chiarire perché la tranquillità familiare fosse così turbata, al punto da spingere il capo famiglia ad ingegnarsi ed architettare un piano che non lasciasse scampo.
I figli finiti con due colpi in testa, il taglio sulla mano della figlia Cristiana inflitto con ogni probabilità mentre cercava di difendersi, confermano anche all’occhio meno esperto come ci fosse della premeditazione, non un raptus di follia omicida. Nelle prossime ore inizierà l’autopsia dei medici legali mentre gli esperti della balistica cercheranno di definire ogni aspetto della scena del crimine. La moglie Franca Vilardi è stata ritrovata dai carabinieri di Rende assieme alla figlia Cristiana e al marito nel corridoio, mentre Giovanni è stato rinvenuto nella sua cameretta. Ancora nessuna indicazione sulla sequenza degli assassini.
Non è da escludere che il primo ad essere ucciso sia stato il figlio 26enne, l’unico in grado per forza e statura di poter fermare il padre. Sia i vicini che i familiari dicono ai carabinieri di non aver avvertito rumori o aver notato nei giorni precedenti nessun movimento sospetto.

“La città di Rende, il sindaco, la sua giunta e il consiglio comunale tutto, esprimono profondo cordoglio per la strage accaduta in Contrada Cutura. Una tragedia che tocca la nostra comunità in modo profondo e doloroso. Tutta la vicinanza ai familiari per questo dramma senza confini”. E’ quanto si legge in un messaggio del sindaco di Rende Marcello Manna.
L’arcivescovo di Cosenza-Bisignano, monsignor Francesco Nolè, appresa la notizia dell’efferato delitto, che si configurerebbe in omicidio-suicidio, consumato tra le mura domestiche in una zona periferica di Rende, “esprime il dolore personale e della Chiesa cosentina, chiedendo a tutti la preghiera per i defunti e la consolazione per i parenti e la comunità rendese sconvolta e attonita per quanto accaduto”. Sono le prime parole dell’arcivescovo cosentino dopo la notizia della tragedia familiare consumatasi alle porte di Cosenza, dove in una abitazione sono stati rinvenuti i cadaveri di quattro persone (padre, madre e due figli). Mons. Nolè ha chiesto a tutti “l’attenzione alle solitudini e alle sofferenze, la solidarietà” come prime vie per intercettare i segnali di difficoltà e prendersi cura della famiglia, soprattutto di quelle più giovani, indifese e in difficoltà. “Assicurando la sua preghiera e la vicinanza della Chiesa anche attraverso il parroco e la comunità parrocchiale locale – si legge in una nota della diocesi, riportata dal Sir – l’arcivescovo resta in attesa degli sviluppi della vicenda confidando nell’opera della magistratura e delle forze dell’ordine affinché si faccia luce su quanto accaduto”. Alle strutture educative e pastorali della diocesi, che operano a favore e a servizio delle famiglie, dall’arcivescovo Nolè l’esortazione “a un impegno sempre nuovo perché nessuno, soprattutto le famiglie, cada nel baratro della solitudine e delle tenebre

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