Lun. Mag 17th, 2021
Il sindaco invia un documento di protesta a governo e Regione per l’esclusione dalle trattative per la Zona speciale. Chiesto l’allargamento alla Metrocity, ma il governatore ha già preparato i piani di sviluppo. Lo scontro potrebbe avere effetti sul voto e sul prossimo congresso del Pd

La querelle sulla Zes è la spia di un nuovo scontro politico. Tra Falcomatà e Oliverio è ufficialmente scoppiata la guerra, con tutte le conseguenze del caso. Negli ultimi due giorni, il sindaco di Reggio ha avviato una vera e propria offensiva contro il governatore della Calabria, accusato di aver tagliato fuori la Città metropolitana da tutte le decisioni sulla Zona economica speciale di Gioia Tauro. L’acme dello scontro risale alle ultime ore: proprio mentre Oliverio esultava per la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del decreto che approva il regolamento per l’istituzione delle Zes, Falcomatà vergava una lettera al veleno per contestare tutto l’iter che ha portato alla costituzione della “no tax area” calabrese.
Il documento è stato inviato al governo e alla Regione Calabria. Che adesso dovranno fornire una risposta.
Con la sua lettera, scritta in perentorio burocratese, Falcomatà ribadisce che «non è possibile prescindere dal coinvolgimento della Città metropolitana di Reggio Calabria» e chiede, tra le altre cose, di conoscere «la proposta di piano di sviluppo formulata dalla Regione Calabria al governo»; «quali siano le zone della regione che saranno interessate, oltre a Gioia Tauro»; «quali siano stati i criteri seguiti dalla Regione per tale individuazione, e l’eventuale esclusione di aree di rilevante interesse dell’area metropolitana di Reggio Calabria»; «di inserire tra i membri del Comitato di indirizzo della Zes il sindaco della Città metropolitana».
Si tratta di una netta contestazione rispetto all’operato della giunta calabrese, che avrebbe snobbato la Metrocity a scapito di altri territori come Vibo, Lamezia e Crotone, che – nelle intenzioni della Regione – dovrebbero ospitare i servizi “complementari” della Zes di Gioia.

LA CRISI La crisi nei rapporti tra Falcomatà e Oliverio è stata ufficializzata durante una riunione convocata lunedì scorso nella sede della Città metropolitana. Il sindaco e i suoi più stretti collaboratori – in presenza di due “delegati” della Regione, i consiglieri Giuseppe Neri e Giovanni Nucera – hanno stigmatizzato apertamente le scelte di Oliverio e invocato il coinvolgimento nel progetto delle zone industriali di Campo Calabro, San Gregorio e della Locride.
Falcomatà non ha poi rilasciato dichiarazioni, ma al suo posto lo ha fatto Riccardo Mauro, vicesindaco metropolitano e membro dell’inner circle del primo cittadino, per il quale la Zes di Gioia «dovrebbe necessariamente guardare a sud, così come previsto dalla normativa vigente, seguendo la rete transeuropea dei corridoi Ten-T che passano dal porto e dall’aeroporto di Reggio Calabria, per attraversare lo Stretto verso la Sicilia».
«Non è tollerabile», secondo Mauro, che la Città metropolitana «venga tenuta fuori dal processo progettuale e strategico che mira alla costruzione dei piani di sviluppo da proporre al governo». Il porto di Gioia Tauro è l’«unico vero carro trainante per l’istituzione della Zes» e «sarebbe impensabile che gli attori territoriali fossero esclusi dal dibattito sull’ampliamento della Zes».
La polemica è servita, insomma. E il rapporto tra Regione e Metrocity non potrà che peggiorare: lo stesso Oliverio ha ribadito che, dopo la pubblicazione del decreto, la Cittadella presenterà i piani di sviluppo «che abbiamo già pronti».

GUERRA NEL PARTITO I contrasti sulla Zes, al di là del merito della questione, nascondono altre incomprensioni politiche tra Falcomatà e il suo partito, il Pd. Il sindaco ha contestato da subito le candidature alle prossime elezioni e ha messo nero su bianco il suo malcontento in un altro documento, firmato da molti dirigenti di primo piano del partito reggino, inviato direttamente a Renzi. Non è quindi da escludere che l’attacco frontale sulla Zes rientri in una più ampia strategia di contestazione nei confronti di Oliverio, che ha avuto un ruolo di primo piano nella stesura delle liste calabresi.
Quello di Falcomatà può anche essere interpretato come un messaggio ben preciso ai vertici del Pd, peraltro in un momento molto delicato: mancano ormai pochi giorni al voto per le politiche e, subito dopo, inizieranno i lavori per la convocazione del congresso regionale, preludio alle regionali del 2019. Un Falcomatà dissidente potrebbe danneggiare i dem calabresi, oggi come ieri alla ricerca dell’unità perduta? Oliverio, molto probabilmente, si sarà posto la domanda. E si sarà interrogato anche su un altro particolare. Pochi giorni fa, il sindaco di Reggio ha nominato il suo delegato ai rapporti con la Cittadella: è Rocco Albanese, consigliere comunale vicinissimo al capogruppo del Pd in Regione Sebi Romeo, a sua volta “braccio destro” del governatore.
È la premessa per la seconda domanda: in questa guerra, Romeo da che parte sta?

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