Asp di Reggio a rischio commissariamento

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È quanto emerso dalla riunione del “tavolo Adduce” sull’attuazione del piano di rientro sanitario. Buco da 27 milioni di euro per i ticket non pagati all’Azienda di Cosenza. Possibile una procedura d’infrazione dell’Ue per i ritardi nei pagamenti

Una grande quantità di ticket non pagati e il rischio di una procedura d’infrazione dell’Unione Europea per i ritardi nei pagamenti da parte delle Asp di Cosenza e di Reggio, con quest’ultima a rischio commissariamento per la disastrosa situazione della contabilità. Sono solo alcune delle criticità emerse martedì a Roma dalla riunione del “tavolo Adduce”, il vertice interministeriale (sono interessati i dicasteri dell’Economia e della Sanità) che periodicamente è chiamato a verificare l’attuazione dei piani di rientro del disavanzo sanitario delle Regioni commissariate.
I dati che riguardano la Calabria sono drammatici: si parte dai ticket non pagati all’Asp di Cosenza per un importo complessivo di 27 milioni di euro, e poi il rischio commissariamento all’Asp di Reggio Calabria e il progressivo smantellamento del dipartimento Salute, con il personale ridotto e ora anche privo di direttore generale.
A confrontarsi con i dirigenti dei due ministeri interessati sono stati il commissario ad acta Massimo Scura e il dg dimissionario del dipartimento regionale Salute, Bruno Zito. Al termine della riunione, protrattasi per oltre cinque ore, la struttura commissariale e il dipartimento della Regione sono stati invitati a ritornare a Roma il 12 aprile. Sotto la lente di ingrandimento il recupero crediti derivanti dai ticket non pagati dell’Asp di Cosenza, un’iniziativa apprezzata che però ha suscitato al tavolo ministeriale diversi dubbi in merito ai risultati concreti che si potranno ottenere. La percentuale che si potrà recuperare ovviamente è determinante per il bilancio delle Asp e, di conseguenza, su quello regionale. Nelle Aziende più piccole, per esempio, le percentuali di recupero, attraverso gli inviti bonari a saldare i ticket, si attestano al 12% per l’Asp di Crotone e al 37% per quella di Vibo. Per l’Azienda bruzia, invece, i dirigenti ministeriali hanno chiesto di rivedere leggermente l’ipotesi che prevede un recupero del 50%.
Se a conti fatti la perdita complessiva dovesse essere superiore alla copertura fiscale di circa 94 milioni di euro, la Calabria si troverebbe a far fronte con un nuovo stop delle assunzioni fino al 31 dicembre 2019. E, seppur di poco, ci si troverebbe comunque di fronte a un aumento delle tasse a carico dei calabresi. L’apertura di 30 posti letto di hospice nel 2017 e l’incremento, attraverso un nuovo decreto che arriverà a breve, della semiresidenzialità e dell’assistenza domiciliare, dovrebbero invece far incrementare il punteggio che misura i Livelli essenziali di assistenza (Lea). Il tavolo interministeriale ha infine mostrato apprezzamento per la rete trasfusionale, per la centralizzazione delle procedure di validazione delle sacche di sangue di tutta la regione all’ospedale Pugliese, e per il potenziamento degli screening oncologici – comunque ancora da migliorare – soprattutto nelle Asp di Cosenza e di Reggio.

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