Cinquefrondi, il sindaco Conia ritorna in sella e rimescola le carte

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Clamorosa decisione del primo cittadino che nella giornata odierna a suon di decreti, a distanza di una settimana dall’apertura della crisi, revoca le sue dimissioni, azzera la giunta e nomina nuovo vicesindaco il consigliere Rocco Furiglio

Il sindaco Michele Conia ha impresso un’accelerazione, ed una svolta, alla crisi-lampo della maggioranza esplosa con le sue dimissioni. Sono bastati sette giorni e quattro atti (dalle dimissioni alla revoca passando per l’azzeramento della giunta e la nomina di un vicesindaco nuovo di zecca) per rifondare la macchina amministrativo-politica che governa il Comune. Tutto è successo nella vorticosa mattinata di oggi, in un susseguirsi di incontri, riunioni e decisioni tanto fulminee quanto cruciali per gli effetti che da esse scaturiscono. Neanche il tempo di rendersene conto e così come immediata e destabilizzante si era aperta in maniera altrettanto immantinente si è, forse, chiusa una fase politica, prima che uno strappo interno.

Ad aprire la giostra delle dichiarazioni al fulmicotone ci aveva pensato prima il capogruppo d’opposizione democratico Michele Galimi, seguito da una e più sorprendente dell’ex vice sindaco Giuseppe Longo che, con una nota pubblica, informava di essere stato silurato dalla carica con un messaggio whatsapp del sindaco: «Dopo una settimana di inutili allarmismi e di ricercata confusione politica, ricevo stamattina un messaggio whatsapp con cui il sindaco mi comunica che “non ci sono più le condizioni” per cui io rimanga suo vice. La mia colpa pare sia stata quella di aver ribadito la “legittima libertà di avere posizioni e visioni diverse” da quelle del sindaco. Insomma, dopo lunghi anni di impegno e sacrifici il sindaco mi preferisce semplice consigliere comunale?» ha esternato lo stesso Longo aggiungendo «se, alla fine della fiera, il problema risulto essere io, non sarebbe bastata una amichevole e informale convocazione, durante la quale avremmo chiarito le nostre posizioni, prendendo io stesso atto della sua scelta?». Evidentemente no, è la risposta visto come sono andate le cose.

Nella stessa sede Longo ha anche chiarito che resterà al suo posto intendendo rispettare fino alla fine il proprio mandato da consigliere comunale per conto di Rinascita. Anche perché nel contempo sono arrivate, puntuali come la primavera, le controdichiarazioni del sindaco che subito dopo aver provveduto alla revoca delle sue dimissioni ha azzerato la giunta e nominato il consigliere Rocco Furiglio alla carica di vicesindaco. Un bel salto, non c’è che dire per il consigliere delegato alla Protezione Civile – Difesa del Suolo – Tutela e Valorizzazione della Montagna e dei Boschi – Caccia – Floricoltura – Politiche per il Lavoro – Sviluppo e Recupero Periferie, una promozione sul campo ottenuta, appunto, a sorpresa e maturata nel giro di una tumultuosa quanto travagliata settimana. Scrive il sindaco Conia: «Questa mattina, dopo l’ennesima riunione durata più di quattro ore con i dirigenti ed il segretario comunale, ho revocato le dimissioni per le motivazioni che trovate nella lettera allegata. Ho proceduto con atto formale e regolarmente protocollato a revocare TUTTE le deleghe da me assegnate a TUTTI al fine di procedere ad una verifica di maggioranza e nominare una giunta che voglia portare a termine il mandato seguendo gli impegni che abbiamo preso con il nostro programma elettorale».

Nel motivare la revoca il sindaco ha dato conto della presa d’atto rispetto alle successive elezioni che non si sarebbero potute tenere prima di un anno e mezzo «lasciando l’Ente senza una guida politica in un momento di grave crisi finanziaria per il Comune» soffermandosi altresì sulla «risposta forte di restare in carica e portare a termine il mandato conferito il 1 giugno 2015» ricevuto dalla cittadinanza durante l’assemblea pubblica dello scorso 18 marzo ma anche sulle fiducia individuale ottenuta dai consiglieri di Rinascita interrogati per l’occasione. Ora non resta che attendere di verificare il rimpasto di giunta che il sindaco vorrà proporre al Consiglio ed alla cittadinanza con la nomina di almeno 2 nuovi assessori – visto che per la Manfrida e la Sorbara la scelta della riconferma dovrebbe essere praticamente obbligata – che dovranno vincere l’imbarazzo di sedere su poltrone, per certi versi, non proprio agevoli dovendo fare i conti, innanzi tutto, con l’antipatico sport del paragone ma anche dell’ingombrante passato dei predecessori.

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