Elezioni 2018 | Il miracolo del compagno Stumpo

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Malgrado un risicatissimo 3,01% l’esponente di Leu rientra a Montecitorio. Candidato a capo dei due listini della Camera, il 49enne di Cotronei strappa la riconferma nonostante il tracollo del suo partito. Breve storia di un uomo di apparato

Mentre il centrosinistra si lecca le ferite un po’ ovunque, le urne calabresi regalano un’unica, granitica certezza: Nico Stumpo siederà di nuovo in Parlamento. Sebbene da sponde opposte e con proporzioni diverse, il crollo ha travolto sia il Pd che Leu lasciando sul campo vittime illustri, ma il primo dei bersaniani di Calabria alla fine ce l’ha fatta: un risicatissimo 3,01% gli regala uno dei 14 seggi di Leu alla Camera. E così, alla faccia delle polemiche interne che hanno attraversato diverse province calabresi al momento della sua doppia candidatura a capolista, il 49enne di Cotronei rimane a Montecitorio.
Un simpatico siparietto su di lui lo ha regalato Enrico Mentana nella lunghissima maratona di La 7 quando, tra l’incredulo e il divertito, ha risposto con ironia a un inviato che si trovava nella sede nazionale di Leu e che, suo malgrado, gli aveva spiegato che alle sue spalle c’era una ressa di cronisti in attesa di una dichiarazione di Nico Stumpo sui risultati elettorali. E alla fine il suo commento, seppur laconico, è arrivato, primo tra le voci di Leu a commentare la sconfitta: «Dati al di sotto delle aspettative».
Geometra, poi iscritto a Ingegneria, il compagno Stumpo è il classico uomo di apparato. Già alla fine degli anni 80 faceva parte della Fgci (Federazione Giovanile Comunisti Italiani) romana. Dunque: prima il Pci, poi Rifondazione comunista, quindi l’approdo nella organizzazione giovanile dei Ds, in cui non ancora 30enne rivestiva l’incarico di responsabile per le politiche sociali. Nel 2001 è diventato responsabile del tesseramento dei Ds e poi anche membro della segreteria nazionale. Quindi venne il Pd, con un incarico nella direzione nazionale e il sostegno a Bersani nelle primarie del 2009. Nominato responsabile dell’organizzazione del partito nella segreteria nazionale, Stumpo è stato eletto con il Pd alla Camera nel marzo del 2013. A febbraio del 2017, invece, l’approdo nel gruppo di Mdp e, oggi, la riconferma. Un vero e proprio miracolo dovuto, più che al radicamento nel proletariato calabrese, ai buoni uffici romani che gli hanno consentito di piazzarsi a capo dei due listini della Camera.

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