Lamezia senz’acqua, sette indagati. C’è anche Incarnato

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La Guardia di finanza agisce su decreto del gip. La riduzione della portata ha inciso sui fabbisogni primari di 40mila abitanti. Stop dalle 20 di ogni sera fino alle 5 del mattino. Nel mirino il candidato del Pd e i vertici di Sorical e Multiservizi

Torna l’acqua nelle case e nei locali di Lamezia Terme. Torna anche negli apparati antincendio utilizzabili, in situazioni di emergenza, dai Vigili del fuoco. Ci è voluto un decreto di sequestro emesso dal gip Emma Sonni su richiesta della Procura guidata da Salvatore Curcio ed eseguito dalle fiamme gialle di Lamezia, guidate dal colonnello Fabio Bianco. E ci sono sette indagati, due appartenenti alla Multiservizi Spa – Paolo Villella e Mario Perri (responsabili del settore tecnico del servizio idrico) – e cinque alla Sorical Spa (società addetta allo svolgimento del servizio idropotabile all’ingrosso per i Comuni calabresi): Baldassarre Quartatato e Luigi Incarnato (commissari liquidatori della Sorical; Incarnato è candidato per il centrosinistra nel collegio Pollino-Tirreno alla Camera dei deputati), Sergio De Marco, Massimo Macrì e Luciano Belmonte (funzionari responsabili del settore tecnico). Il gip ha stabilito il sequestro preventivo di sei serbatoi di compensazione sui quali è intervenuta la diminuzione della portata idrica (quartieri di Bella Alto, Bella Basso, Canneto, Sambiase Alto, Sanbiase Basso e Caronte), delle pompe e delle saracinesche e di ogni altro apparato tecnicamente necessario a ripristinare la regolare portata dell’acqua in gestione a Sorical spa ovvero a Multiservizi spa. Ci sono due custodi/amministratori, nominati «al fine di impartire le necessarie disposizioni tecniche volte al ripristino del regolare servizio idro-potabile e per quant’altro di competenza».

INTERRUZIONE (INDISCRIMINATA) DI PUBBLICO SERVIZIO L’accusa nei confronti dei sette indagati è di interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità, perché in concorso tra di loro «in qualità di organizzatori, nelle rispettive attribuzioni di funzionari apicali di Multiservizi spa e Sorical spa cagionavano un interruzione del pubblico servizio di erogazione dell’acqua comunale, di fatto sospendendo il servizio idro-potabile tra le ore 20 e le 5 del mattino, indiscriminatamente in abitazioni civili, ristoranti ed in generale in locali pubblici, così impedendo a oltre 40mila cittadini di Lamezia Terme (morosi e non) di provvedere alle necessità primarie ed essenziali della vita quotidiana, quali salute igiene, nutrizione e altro, con la medesima condotta cagionando un pericolo concreto per la sicurezza pubblica, rendendo inservibili, per carenza di pressione, gli idranti utilizzati dai Vigili del Fuoco per il rifornimento delle autobotti utilizzate in occasione degli interventi tecnici di emergenza».

LE RESPONSABILITÀ DEGLI INDAGATI Secondo gli inquirenti Quartaro, Incarnato, De Marco, Belmonte e Macrì hanno determinato la riduzione della fornitura idrica da parte del grossista Sorical (società con partecipazione pubblica in prevalenza della Regione Calabria, attualmente in liquidazione) di circa il 25% causando un danno al 70% degli utenti lametini. I funzionari della Sorical sarebbero stati ben consapevoli che, a causa della riduzione della portata idrica, l’acquedotto di Lamezia terme, per le sue caratteristiche ingegneristiche, morfologiche e per il cattivo stato della rete non avrebbe potuto funzionare in modo da garantire la fornitura dell’acqua ai cittadini, in spregio a tutti i disservizi e i disagi che che la mancanza di un servizio essenziale può portare.
A loro volta i responsabili del servizio idrico della Multiservizi (nonché responsabili della gestione e manutenzione della rete idrica di distribuzione al dettaglio), Villella e Perri, hanno deciso di chiudere le saracinesche, portando a una mancanza totale di acqua dalle 20 alle 5 del mattino. E qui nel capo di imputazione si rimarcano le gravi carenze della rete idrica che ha problemi di dispersione della risorsa idrica, perdite fisiche e allacci abusivi. Tutti problemi mai risolti negli anni.

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