Dom. Gen 24th, 2021

Si è concluso con ampia partecipazione, presso il Campus Universitario di Germaneto, un meeting dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica focalizzato sulla diagnostica molecolare del tumore polmonare e sui nuovi standard terapeutici.

Il meeting, organizzato dal Coordinatore Regionale AIOM dott. Vito Barbieri con la partecipazione del gruppo di Oncologia Medica dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, diretto dai professoriri Pierosandro Tagliaferri e Pierfrancesco Tassone, ha visto qualificati interventi di esperti di livello internazionale e d’importanti professionalità regionali, oltre che del direttore generale dell’AOU Mater Domini Dott. Antonio Belcastro e del Dott. Sergio Petrillo, direttore area programmazione e controllo, dipartimento tutela della salute e politiche sanitarie, Regione Calabria.

Il meeting ha coinvolto specialisti di diverse aree, quali oncologi, pneumologi, chirurghi toracici, anatomo-patologi e biologi molecolari, focalizzando sugli aspetti più innovativi dell’oncologia di precisione e allo stesso tempo sulle problematiche di organizzazione della gestione del cancro del polmone nella Regione Calabria.

Il cancro del polmone rimane, infatti, uno dei più importanti “big killer” rappresentando una problematica di grande rilevanza sociale, causa l’elevata mortalità e i costi di gestione per il servizio sanitario. Elemento saliente della discussione è stato la migrazione sanitaria, oggi peraltro in significativo calo grazie alla crescita di prestazioni da parte delle unità calabresi di oncologia medica. A fronte, infatti, di realtà assistenziali che in Calabria permettono di fornire ai pazienti le più moderne cure mediche oncologiche, punti di debolezza possono essere riscontrati nelle fasi iniziali del percorso diagnostico del paziente, che deve essere rapidamente implementato.

E’ necessario, infatti, potenziare le unità di broncologia in termini di risorse umane e tecnologiche, come ad esempio l’ecografia endobronchiale (EBUS), implementare l’accesso in Regione alla diagnostica anatomopatologica e molecolare, la cui esecuzione oggi grava ancora su pochi Centri molto qualificati ma già sovraccarichi, e infine potenziare le unità di chirurgia toracica per ridurre la migrazione sanitaria in tale ambito.

La sintesi che ne emerge è quello di uno scenario terapeutico in rapida evoluzione che trova un’Oncologia in Calabria attenta e qualifica ad offrire prestazioni di elevata qualità all’utenza regionale e spesso anche extra-regionale, grazie anche alla partecipazione ad importanti studi clinici registrativi internazionali che offrono opportunità terapeutiche ad elevata innovatività sul territorio (http://oncologia.unicz.it/).

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