MONASTERACE: AL MUSEO DELL’ANTICA KAULON ‘CHISSA E’ A TERRA MIA’

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Ieri mattina il Museo Archeologico dell’Antica Kaulon di Monasterace ha ospitato la presentazione dell’intervento “Chissa è a terra mia” di Zeroottouno, nell’ambito del progetto Ceilings, promosso dall’Accademia di Belle Arti di Catanzaro e finanziato dalla Regione Calabria, che vanta il patrocinio di: Polo Museale della Calabria.
Alla presenza della direttrice del Museo Rossella Agostino, dei responsabili della cooperativa Vivi Kaulon, del Direttore dell’Accademia Vittorio Politano, del curatore del progetto Simona Caramia e degli artisti Giuseppe Guerrisi e Davide Negro si è dato, così, avvio ad un intervento di arte contemporanea che ha visto installata un’opera permanentemente negli spazi espositivi del Museo.
Obiettivo di Ceilings è quello di coinvolgere in un’unica rete, progressivamente, i musei della Calabria. Ad oggi i musei coinvolti sono: Museo MARCA di Catanzaro, Museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza, Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide di Sibari, Museo Nazionale Archeologico di Vibo Valentia, Museo Archeologico dell’Antica Kaulon Monasterace, Antiquarium di Cropani, Antiquarium di Tiriolo. Un simile potenziamento della rete museale è auspicabile per gestire e rilanciare l’offerta culturale; per collocare la Calabria tra gli itinerari turistici nazionali ed internazionali, per rendere produttivo un importante settore della cultura locale, attraverso un piano economico che valorizzi i numerosi musei in un valido e ragionato piano che preveda interventi a beneficio del territorio, in campo economico e socio-culturale. Inoltre il progetto permette il confronto e lo scambio di esperienze, di coordinare la promozione delle attività comuni, di incentivare, di valutare le possibilità di sviluppo e di collocazione in più ampi circuiti culturali e turistici.
In questa direzione si colloca l’intervento di Zeroottouno, duo artistico calabrese che mette in luce, con delle installazioni, l’intensificata attività di antropizzazione dei luoghi. La loro ricerca si sofferma sugli interventi umani che hanno comportato la progressiva riduzione della biodiversità, delle alterazioni climatiche e paesaggistiche, evidenziando come il processo di evoluzione abbia causato una crisi ecosistemica. Gli artisti denunciano i limiti del pensiero astratto, che ha portato a definire le aree verdi alla stregua di porzioni frammentate di realtà, gli artisti mettono in luce la trama dell’esistenza, giacché tutto è collegato ad ogni altra cosa.

INTERVISTE ALL’INTERNO DI TG NEWS

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