Gio. Ago 5th, 2021

Giampietro Costa figlio di Tommaso Costa imputato per assassinio di Gianluca Congiusta scrive una lettera alla mamma Donatella dopo le dichiarazioni da lei fatte in occasione della giornata della memoria, lettera che oggi è stata inviata alla redazione di Telemia e che pubblichiamo integralmente:

Egregia signora Donatella

Molto piacere per me, ma forse non sara cosi per lei. Sono Giampietro figlio di Tommaso Costa IMPUTATO come PRESUNTO colpevole dell’assassinio di suo figlio. In quasi 10 anni sono stato in silenzio,non ho mai risposto a tante cose dette e non vere avendo sin troppa relilienza. Mi permetto di scriverle perché penso che a tutto ci sia un limite. Inizio Facendo riferimento al servizio andato in onda sui tg  qualche giorno fa e che l’ha vista protagonista di un’intervista alquanto incredibile per non parlare poi delle affermazioni fatte dal giornalista Giacoia autore del servizio a cui voglio ricordare che in Italia esiste la presunzione d’innocenza come riporta l’articolo 27 della costituzione e stessa cosa se non bastasse recita nell’articolo 6 comma 2 la convenzione europea dei diritti dell’uomo dicendo che “ogni persona è presunta innocente fino a quando la colpevolezza non é accertata da sentenza passata in giudicato” . Incredibile per quale motivo si chiederà? Semplicemente perché in più di 10 anni nessuno ha mai chiesto a mio padre in nessuna aula di tribunale se è stato lui ad uccidere suo figlio,perché lo avrebbe fatto,con chi lo avrebbe fatto ?(visto che nella condanna in appello si legge in concorso con ignoti)nessuno gli ha fatto queste domande nemmeno lei che era rappresentata da un legale di fiducia ed avrebbe potuto anzi avrebbe dovuto fargliele! (Aggiungo che mio padre in fase di esame imputato ha riferito che per sapere la verità bisognava semplicemente prendere le lettere censurate di un mese prima) Incredibile anche perche l’associazione a nome di suo figlio non si e presentata mai parte civile in nessun altro processo a Siderno  quindi non capisco perché chiede a tutti in tv di pentirsi e non lo fa nelle sedi opportune?? Ora mi pongo alcune domande. Invece di andare in tv a dire certe cose quando in sede opportuna non lo ha mai fatto avendone il pieno diritto e la piena possibilità, perché non è andata mai a spiegare cosa intendesse quando fu intercettata a chiedere ad una sua amica (madre di un poliziotto)se avesse saputo qualcosa da suo figlio sulle indagini e l’interloqutrice le rispose che “hanno saputo chi è stato ma non lo arrestano perche sanno che devono ammazzarlo ? A questo punto facendo certe dichiarazioni in tv e dando per certo il colpevole quando ancora si ha solo un presunto colpevole le chiedo: Cosa vuole ottenere? Starà mica cercando di fare pressione su qualcuno? Beh spero di no perché sa, le pressioni offuscano la mente e fanno prendere decisioni sbagliate, sono del parere che per giudicare si debba essere tranquilli e sereni. Poi Capisco le manifestazioni in ricordo delle vittime di mafia,ma ancora non capisco come il nome del suo compianto Gianluca sia finito in quella lista ormai da tanti visto che ancora non ce una condanna passata in giudicato e gradirei che me lo spiegasse. Nel processo per l’assassino di suo figlio purtroppo questa serenità e tranquillezza non ci sono state. I risultati? Condanne in primo e secondo grado smentite dalla Corte di cassazione che è stata molto chiara nella sentenza numero 532/2014 dicendo: “LE RAGIONI DI DOGLIANZA SI COAGULANO NELLA AFFERMAZIONE DI RESPONSABILITÀ PENALE, OLTRE OGNI RAGIONEVOLE DUBBIO, IN BASE AD UNA SUPPOSTA RAGIONEVOLE CAUSALE. CAUSALE PERALTRO, DEPOTENZIATA PER LA CESURA TEMPORALE TRA LE DATE DELLA LETTERA ESTORSIVA 20.12.2003 E DEL FATTO OMICIDIARIO 24.05.2005 RIVOLTO PERALTRO NON VERSO L’IMPRENDITORE MA CONTRO IL FIDANZATO DELLA FIGLIA DI LUI. PUÒ ANCORA SOTTOLINEARSI CHE L’AZIONE OMICIDIARIA SE DIVISA SI SAREBBE DOVUTO LOGICAMENTE INDIRIZZARSI VERSO LA PERSONA DELLO STESSO IMPRENDITORE E NON VERSO IL FUTURO GENERO. SENZA CONSIDERARE, E BENE RIPETRLO LA DISTANZA DI TEMPI INTERCORRENTE TRA LA CONSEGNA DELLA LETTERA E L’AZIONE OMICIDIARIA. Ed ancora recita: IL DISCORSO GIUDIZIALE RINVIENE CREPE SUL VERSANTE DELLA POSSIBILITA DI ALTRE CAUSALI, IN PRIMIS LA PISTA DELL’USURA CON CUI SAREBBE STATO COLLEGATO IL CONGIUSTA NELLA CUI ABITAZIONE ERANO STATI RINVENUTI ASSEGNI PER 70.000 EURO E LA NOTA DEL SERVIZIO CENTRALE OPERATIVO DI ROMA CHE PROSPETTA UNA ATTIVITÀ DI USURA DEL CONGIUSTA. I GIUDICI DI MERITO SONO QUINDI INCORSI IN UNA VERA E PROPRIA FALLACIA DI PRESUNZIONE PER AVER SUPPOSTO TACITAMENTE QUALCOSA CHE NON È STATO PRESENTATO COME SOSTEGNO DELL’ARGOMENTO E CHE NON LO PUÒ ESSERE, NELLA CAUSALE DELL’OMICIDIO A RAGIONE SOSPETTABILE MA NON SUFFICIENTE, NON È SORRETTA DA ELEMENTI CONCRETI CHE POSSANO DEPORRE PER L’AZIONE OMICIDIARIA EFFETTIVA DI UN SOGGETTO”. Poi Aggiungo,lei chiede il pentimento per il perdono?e io le dico che mio padre è gravemente ammalato,affetto da una malattia rarissima,ad oggi ha trascorso più di 35 dei suoi 58 anni in galera, gli ultimi 11 al regime del carcere duro (41bis)e sta già scontando un ergastolo e che se fosse stato davvero lui autoaccusandosi non sarebbe cambiato nulla lei che pensa? tanto la sua fine di uomo e stata già scritta. questo non la fa riflettere sul motivo per cui non lo fa? Visto e considerato che si è  sempre proclamato innocente. vorrei anche precisare dato che ho letto in diverse occasioni appelli di suo marito alle istituzioni,che le lettere nel processo sono entrate grazie all’esame imputato e cioè in fase dibattimentale mio padre ha di spiegato tutti i fatti,dicendo le cose come stanno davvero ovvero che è stato vittima di una “tragedia” e quindi non è affatto vero che l’omicidio di Gianluca rischia di rimanere impunito per un difetto della costituzione che vieta l’utilizzo della posta censurata se non si notifica al detenuto tale riscostanza. L’omicidio di Gianluca rischia di rimanere impunito perché il colpevole non è Tommaso Costa e di questo ne sono certo perché so benissimo dove mio padre si trovasse quella sera. Non se ne rende conto che fino ad oggi le hanno dato solo UN COLPEVOLE e non IL COLPEVOLE? Non posso capire il suo dolore in quanto lei è madre, ma lo rispetto come abbiamo sempre avuto rispetto fino ad oggi di un ragazzo a cui è stato tolto il dono più grande ma posso comprenderlo fino ad un certo punto perché questo è stato un processo fatto sui giornali un processo pieno di lacune di abusi e voi familiari siete stati presi in giro,Non hanno avuto rispetto in primis per una madre e un padre che hanno perso un figlio, per delle sorelle a cui è stato strappato un fratello e per una comunità che ancora oggi è scossa per l’accaduto . Gianluca non è stato ucciso solo la sera del 24 maggio da mano di ignoti,Gianluca è stato ucciso anche il 18 dicembre 2010 dalla Corte d’Assise di Locri ed ancora l’11 aprile del 2013 e il 28 giugno 2017 dalla Corte di Appello di Reggio Calabria. Se il 19 aprile prossimo la cassazione condannerà mio padre sarà l’ennessima volta che Gianluca verrà ucciso,ma questa volta i colpevoli avranno nome e cognome ma questo poco dovrà contare per lei perché se esiste qualcosa dopo la morte,se è vero che le persone care che ci lasciano trovando pace continuano a vegliare su di noi ,allora il suo compianto figlio Gianluca,da lassù, non troverà mai pace sapendo che un innocente è stato condannato a un fine pena mai.

Distinti saluti  GIAMPIETRO COSTA

 

cg| redazione@telemia.it

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