Processo Breakfast, Berlusconi a RC: ‘stupidità Dell’Utri in Libano’

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Silvio Berlusconi è giunto ieri a Reggio Calabria per deporre al processo a carico dell’ex ministro Claudio Scajola, imputato di procurata inosservanza della pena aggravata dall’avere agevolato la ‘ndrangheta per avere favorito la latitanza dell’ex deputato di FI Amedeo Matacena, rifugiatosi a Dubai dopo essere stato condannato a tre anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. Il leader di Forza Italia è stato chiamato a rispondere alle domande del procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo sulla mancata ricandidatura di Matacena alle elezioni politiche del 2001. “Non sono a conoscenza dei rapporti tra Matacena e Scajola o tra lui e Dell’Utri ” ha riferito Silvio Berlusconi, deponendo. Rispondendo alle domande dei legali e del pm ha detto di non avere mai avuto rapporti con Matacena, di non sapere cosa facesse come attività e perché non sia stato ricandidato nel 2001, pochi mesi dopo avere subito la condanna. Al riguardo Berlusconi ha spiegato che le ricandidature avvenivano dopo un analisi dell’attività svolta dai singoli parlamentari da parte dei capigruppo, e che poi tutto passava dal coordinatore nazionale di Fi che all’epoca era Scajola. “Mi è sembrata una cosa di una stupidità assoluta” Ha detto l’ex premier rispondendo alle domande del pm sulla vicenda legata alla fuga in Libano di Marcello Dell’Utri vicenda legata all’analogo tentativo che, secondo l’accusa, avrebbe fatto anche Amedeo Matacena. “Non ho avuto comunicazione da Dell’Utri della sua volontà di andare in Libano – ha detto Berlusconi – Mi sembrava difficile attribuire a una volontà di fuga quella di andare in Libano per una persona che conosce la politica e la giustizia e che potesse non sapere dell’esistenza di un trattato di estradizione tra l’Italia ed il Libano. Tra l’altro si è fatto prendere in un albergo di lusso”. Il Tribunale di Reggio Calabria, accogliendo l’opposizione dei difensori degli imputati, non ha accolto una domanda fatta a Silvio Berlusconi dal pm Giuseppe Lombardo. La domanda aveva ad oggetto una intervista fatta a Amedeo Matacena, latitante a Dubai, in cui parlava di tangenti in relazione alla vicenda Telekom Serbia, per sapere se il Governo guidato dallo stesso Berlusconi si fosse occupato di Telekom Serbia quando era in carica. Alla domanda si sono opposti i legali degli imputati. Il pm, quindi, ha spiegato la domanda con la necessità di capire se la latitanza di Matacena abbia punti di contatto con quella di Marcello Dell’Utri alla luce dell’intervista di Matacena. “Claudio Scajola nel 2001 era il coordinatore nazionale di Forza Italia. E’ persona di grandi capacità. C’era stima, fiducia e un rapporto concreto su fatti concretissimi”. “Scajola – ha concluso Berlusconi ha avuto vicende giudiziarie dalle quali è uscito da innocente ma che hanno pesato sulla sua immagine. Lui stesso si è voluto ritirare anche dal nostro partito e non ho avuto più nessun incontro personale, solo una telefonata all’anno per gli auguri”.

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