RIACE (RC): SPUNTA IL “TERZO BRONZO” CHE SAREBBE STATO VENDUTO PER 40 MILIONI DI EURO

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La statua è stata messa all’asta da un museo di Los Angeles chiuso nel 2011. Sarebbe stata battuta all’asta per 40 milioni di euro ma per molti si tratterebbe di un “falso clamoroso”. La scoperta sarebbe del Prof. Giuseppe Bragò.

Sta scatenando e non poco la curiosità del popolo di internet, la notizia del sedicente “Terzo Bronzo” di Riace battuto all’asta da un’altrettanta sedicente, quanto sospetta, Casa d’Aste statunitense (per la cronaca la “Royal Collection LLC”). Si parte, pensate, da una base di “soli” 40 milioni di euro per una statua bronzea, descritta di epoca greca, risalente a 2500 anni fa (“simile ad altre due trovate nel 1972 a largo della costa siciliana”), alta 198 cm e pesante 450 libre.
A corredo dell’annuncio, tanto di descrizione non solo “storica”, ma anche fotografica. Una decina di foto mostrano i particolari del manufatto bronzeo. Che dire! Qualora dovesse essere accertata una qualsiasi autenticità, andrebbe a trovare conferma l’ipotesi dell’esistenza di un terzo bronzo che sarebbe stato trafugato e fatto sparire, all’epoca del ritrovamento dei più noti due (“A” e “B”), custoditi ed esposti al pubblico al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.
L’ipotesi, tuttavia, che proprio questo pezzo dalla forma “ominide” sia il “fratello” dei due guerrieri di Riace, non sembra convincere del tutto, anche chi sostiene esista un terzo esempleare autentico. Di “falso clamoroso” – da noi contattato per un commento sulla vicenda – parla Daniele Castrizio, professore ordinario dell’Università degli Studi di Messina, presso il Dipartimento delle Civiltà Antiche e Moderne, storico e tra i massimi esperti dei Bronzi di Riace. “Una truffa all’americana, se si pensa che i banditori vogliono 40 milioni di dollari per questa cosa orribile”. Il Terzo Bronzo, purtroppo, “non c’entra nulla” ancora le parole di Castrizio.
“Il cosiddetto “Terzo Riace” in vendita in USA è, senza dubbio, una fabbricazione moderna, anche se il giudizio è provvisorio, basato su una decina di foto e informazione fornita”. A sostegno della tesi secondo cui ci troviamo dinnanzi a un evidente falso storico, è il noto archeologo giapponese, amico dello stesso Castrizio, Koichi Hada. Questa la sua confutazione “scientifica” sulla statua battuta all’asta allo modica cifra, lo ricordiamo, di 40 milioni di dollari: “Evidentemente la forma della testa è stata fatta così: (“A”+”B”)÷2= “Terzo”. La barba è quella di B, e i capelli sono quelli di A, anche l’orecchio si intravede come A. Bassissimo livello di tecnica di modellazione e di fusione. Alcuni dettagli mostrano la non-grecità: regione inguinale, dita. Una mostra di ignoranza ed errori”.

Francesco Chindemi- reggiotv
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