Serie C | Reggina, quanto è dolce il sapore della vittoria. Battuta la Casertana

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Vittoria fondamentale per la compagine di Maurizi

Dopo otto turni la Reggina riassapora la vittoria. Sofferta ma per questo ancor più eccitante, la formazione amaranto piega la Casertana e trova tre punti d’oro in chiave salvezza.

Soluzioni Alternative Tra scelte obbligate e tentativi di “scossa”, c’è Giuffrida, al suo esordio tra i titolari, a guidare il centrocampo amaranto. L’ex vibonese, infatti, è schierato play basso da Maurizi, anchè in virtù della squalifica di La Camera e l’infortunio di Castiglia. In avanti, tocca a Sparacello affiancare l’inavobile bomber amaranto Bianchimano. Dietro il tecnico si affida a tutti gli over (Pasqualoni, Laezza e Ferrani). In panchina si rivede Sciamanna dopo sei mesi

Nei venti minuti, come un copione ormai desueto, è la noia a trionfare. La Reggina contiene con concentrazione gli allunghi campani ma fatica a costruire un accenno di azione offensiva degna. Serve trascinarsi fino a dopo la mezz’ora per la prima palla gol: buon recupero in mezzo di Sparacello che parte in contropiede, tre contro uno amaranto, l’assist per Bianchimano è buono ma il destro del numero nove amaranto si perde sul fondo. E’ il preludio al gol del vantaggio. Provenzano ci prova dal limite, il suo mancino è deviato. Lo stesso dieci reggino batte teso sul primo palo a mezza altezza, Laezza devia sul secondo palo, la difesa della Casertana “spazza” ma per l’assistente la palla supera la linea di porta. La Reggina è avanti, la casertana protesta.

Rissa e pareggio La doccia fredda per gli amaranto si materializza nel recupero del primo tempo: nel mezzo di una mega rissa scatenatasi tra le due panchine la Casertana trova il pareggio. De Vena sbuca in mezzo alla dormiente difesa amaranto e insacca alle spalle di Cucchietti. Animi caldissimi in campo, con l’allenatore D’Angelo espulso dall’arbitro Perotti: era stato proprio il tecnico casertano a scatenare la rissa tra le due panchina andando “muso a muso” con Maurizi.

Senza mordente Ti aspetti una Reggina reattiva nella ripresa, ti ritrovi un diesel. Mentre la Casertana si affaccia dalle parti di Cucchietti senza intimidirlo, la squadra di Maurizi tentenna. Ma è solo un abbaglio. Gli amaranto prendono campo, spazi e tempi. Bianchimano lanciato da “trentametri” di assist di Mezavilla spara sul portiere Forte in uscita. Ma serve solo attendere, perché da lì a due minuti, la Reggina rimette il naso avanti. Giuffrida “ringhia” sulla difesa casertana in “uscita” e ruba un pallone d’oro, prima esita e poi si lancia nell’uno contro uno trovando una punizione dal limite dell’area. La botta secca di Bianchimano non lascia scampo al portiere ospite che “spizzica” ma non riesce ad evitare il raddoppio. Non proprio esente, Forte, nell’occasione.

Con il vantaggio la Reggina assume anche una buona dose di grinta agonistica. Quella che sarebbe servita in tutta la stagione. La squadra cresce nel ritmo e nella sostanza, chiude ogni possibilità di manovra alla Casertana costringendola ai soli cross dall’esterno, che non pagano. E invece la compagine di Maurizi, in contropiede, a sfiorare il gol che avrebbe chiuso il match in anticipo. Tulissi serve Pasqualoni a “metri zero” dalla porta, l’esterno destro amaranto spara incredibilmente alto, tra l’ira dei tifosi (pochi) presenti al Granillo. Bisogna soffrire fino all’ultimo, ma questa volta la Reggina lo fa bene respingendo gli attacchi (confusi) dei campani e difendendo con unghie, denti e “palle” un successo fondamentale per la salvezza.

Vince la Reggina, proprio quando il fondo sembrava ad un passo. E si rialza.

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