ZES NELLA LOCRIDE ,PERCHE’ NON RIPRENDERE L’ARGOMENTO ?

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E’ stata accantonata la proposta di cercare di far inserire il territorio della Locride nella Zes ? Mentre in altre zone del territorio reggino questa importante problematica continua a tenere banco e la stessa Confindustria di Reggio Calabria si sta sforzando, su imput del presidente Giuseppe Nucera, di creare rete fra le imprese del territorio nelle aree strategiche per cercare di garantire sviluppo economico, infrastrutturale e occupazionale della provincia reggina la Locride continua a rimanere assente da quella che dovrebbe essere una programmazione corale e sembra aver accantonato questa importante possibilità della Zes. Questa possibilità, come ormai tutti hanno capito, potrebbe offrire notevoli opportunità di investimento e favorire, quindi, il tessuto produttivo, locale e non. La presenza della Zes per il territorio della Locride, d’altra parte, potrebbe addirittura – e non è un paradosso – favorire la stessa Piana di Gioia Tauro a diventare motore di sviluppo dell’intera provincia grazie alla diversificazione delle eccellenze che animano, sul territorio locrideo, il tessuto produttivo e che si potrebbero coniugare appieno con quelle della Piana. Anche se – è giusto dirlo – l’assenza di un sistema capace di interconnettere le diverse realtà presenti e la carenza di servizi e infrastrutture essenziali ( cosa rilevata anche durante una recente riunione della stessa Confindustria reggina) costituiscono un serio impedimento a queste possibilità. Lo stesso presidente Giuseppe Nucera ha rilevato che “il porto e l’area industriale di Gioia Tauro, hanno bisogno di avere alle spalle un contesto moderno e funzionale, in assenza del quale difficilmente la Zes potrà rivelarsi uno strumento efficace e, soprattutto, in grado di attrarre investimenti “. Ecco, dunque la necessità di cercare di abbattere l’isolamento di alcune aree della provincia reggina e creare collegamenti diretti tra i versanti tirrenico e jonico per aprire scenari maggiormente produttivi al fine di sfruttare le enormi potenzialità esistenti , dal settore agroalimentare, ai beni archeologici, al comparto del turismo . In questa direzione potrebbe essere molto importante una iniziativa ( concreta ) dell’ Associazione dei sindaci che ha affrontato il problema, tempo addietro , ma lo ha fatto in maniera superficiale malgrado qualche sindaco come quello di Siderno, Pietro Fuda, abbia piu’ volte cercato di stimolare azioni piu’ incisive ben consapevole , anche per il suo passato di senatore , di quanto sarebbe importante per un territorio come quello della Locride di ottenere i benefici che potrebbe portare la Zes. Il problema rimane, però, quello di sempre. E’ già difficile sperare di ottenere l’importante riconoscimento in una situazione di ” normalità”, Se, poi, gli stessi rappresentanti istituzionali del territorio fanno poco o nulla per raggiungere questo obiettivo è chiaro che questa speranza si riduce al lumicino. la partita, invece, è ancora aperta e si può già giocare. E vale la pena farlo perchè potrebbe anche aprire le porte della Locride si mercati extraregionali e internazionali e creare nuove occasioni di lavoro grazie alle enormi potenzialità
( non sfruttate) che possiede. Perchè non si riprende, in maniera seria, l’argomento ?

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