BENESTARE (RC): IL SINDACO ROCCA SU FB: “DISSESTO IDROGEOLOGICO, BUROCRAZIA, MAFIA E… ANTIMAFIA”

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Il Comune di Benestare risulta beneficiario di ben due finanziamenti regionali destinati a due aree caratterizzate da gravi movimenti franosi. Il primo riguarda il centro storico, precisamente il costone digradante lungo la Via San Michele verso il rione Frolio, dove è stato stanziato 1 milione di euro; l’altro è stato invece previsto per la località Zopà, a ridosso del centro abitato di Belloro, per un importo di 530.000 euro. In tutto oltre un milione e mezzo. Ma non è questo il punto. Purtroppo!

Partiamo da Zopà. Evito di riportare qui le vicessitudini che hanno caratterizzato, prima una fase preliminare di indagini geologiche e, in seguito, l’avvio dei lavori. Mi limito, invece, allo stato di fatto. Attualmente stiamo provando a portare a termine un primo intervento di raccolta delle acque piovane – avviato dopo aver contratto un mutuo con la Cassa DD.PP. Mentre abbiamo concluso, già da più di qualche mese addietro – grazie ad un finanziento provinciale – un intervento di riqualificazione di una strada alternativa per l’accesso alle proprietà della stessa area. Il nuovo finanziamento di oltre mezzo milione ci consentirà di mettere in sicurezza l’intera area. Proprio oggi, insieme all’Assessore ai Lavori Pubblici Daniele Nastasi, ho partecipato a un incontro indetto dal Dirigente Generale del Dipartimento dei Lavori Pubblici della Regione Calabria, dove ci è stato comunicato il cronoprogramma e, secondo le previsioni, che per la fine dell’anno i lavori dovranno essere conclusi. Speriamo! Per il momento, è giusto sottolineare l’attenzione che il Presidente Oliverio ha dimostrato per il nostro territorio.

Ma veniamo al tasto dolente. L’altro finanziamento, quello di un milione di euro
Qua la storia è più complessa e risale alla prima consiliatura di questa amministrazione comunale. Vi risparmio la narrazione del rimpallo che si è consumato tra le varie strutture commissariali della stagione scopellitiana. Semplicemente, ci avevo rinunciato! Con la nuova giunta regionale fortunatamente la partita si è riaperta e, certamente, a Oliverio va riconosciuto il merito – e non lo dico perchè sono un sindaco del PD – di aver recuperato le somme congelate dalla peggiore giunta della storia del regionalismo calabrese (la precedente) e di aver consentito di riavviare le procedure. Espletata la gara d’appalto, l’impresa aggiudicataria è stata interdetta per mafia. Ripeto: MAFIA. Essendo la ditta siciliana, questa volta la ‘ndrangheta non c’entra. Ad ogni modo, la ditta, in regime di amministrazione giudiziaria, decide comunque di non rinunciare al lavoro e inizia così una interlocuzione estenuante con il curatore, interpellato e sollecitato anche dalla Regione. È importante ricordare che questa tipologia di interventi è gestita da una struttura commissariale che fa capo al governo, quindi con ampi poteri per procedere attraverso tempistiche straordinarie. Ma il tempo passa lo stesso! Fortunatamente l’inverno che ci siamo lasciati alle spalle non ci ha riservato piogge abbondanti e l’abitato (a rischio, come la Chiesa Matrice) non ha subito ulteriori danni. Ma prima o poi, anche se “non può piovere per sempre”, le piogge dovranno pur tornare ed è opinione condivisa che bisogna procedere in fretta, approfittando delle stagioni calde. E allora i solleciti si sono fatti più frequenti, sia da parte del Comune che da parte della Regione. Ma il curatore (nominato da un Tribunale della Repubblica), così come l’Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati, cioè uno degli strumenti istituiti dallo Stato per combattere le mafie, NON RISPONDONO. Cioè SE NE FOTTONO.

Miseramente, se ne fottono di un abitato in pericolo, di un sollecito firmato da un Commissario e (figuriamoci!) di un sindaco illuso di periferia. W l’Italia!

tratto dal profilo fb: Rosario Rocca

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