Sab. Gen 23rd, 2021

Durissima la replica del gruppo consiliare AutonomaMente alle esternazioni del capogruppo di Rinascita Fausto Cordiano in merito al voto sul bilancio ed alla mancata elezione del presidente del consiglio comunale: “Non ci faremo dettare la linea. Pensino a governare senza vittimismo”

Arriva nel merito la risposta del gruppo consiliare AutonomaMente all’affondo del capogruppo di Rinascita Fausto Cordiano che aveva bacchettato Longo e Valentino in merito al voto di astensione sul bilancio ed per la mancata elezione del presidente del consiglio comunale. «Non accettiamo lezioni né umane né politiche da chi è complice di una spudorata, infondata e grave epurazione politica compiuta nei confronti di tre persone perbene cercando di nascondersi dietro falsa retorica e vile vittimismo.

Tanto più il capogruppo di Rinascita dovrebbe mantenere un profilo politico più rispettoso perché se oggi siede in consiglio comunale è anche grazie a noi due che abbiamo votato la proposta del sindaco di modificare lo statuto comunale e dell’ex assessore Romina Sorbara che si è dimessa con grande generosità politica per lasciargli spazio» anche se, ad onor del vero, questo non è altro se non la tardiva certificazione di una scelta politicamente discutibile dell’allora maggioranza avallata – ingenuamente, poi neanche tanto – anche dai sodali Longo, Valentino e Sorbara che ha permesso di spalancare le porte a Cordiano e Loria per “allargare la maggioranza” come si disse allora e di restringerla, come si direbbe oggi. Ma tant’è, perché questi sono i toni di un comunicato che non lascia spazio a dubbi circa la volontà di autodeterminazione attuale dei due consiglieri che proprio noi di Approdo avevamo, sin da principio, identificati come “indipendenti” e che non hanno tardato a compiere scelte in linea con quel principio di autonomia alla base della creazione del gruppo nonostante la collocazione border-line alla compagine di Rinascita. “Non scaricate le vostre responsabilità politiche sugli altri” è, dunque, la sintesi del messaggio indirizzato ai componenti della maggioranza «consapevoli che Cinquefrondi non ha digerito la farsa delle dimissioni» confermando, Longo e Valentino, la linea annunciata nella conferenza stampa che ne consumava la definitiva rottura.

L’astensione sul voto al bilancio sarebbe quindi la naturale conseguenza della mancata chiamata in causa per la sua redazione definitiva; così pure per la fallita elezione del presidente dell’assise cittadina, nonostante gli annunci pubblici di coinvolgimento di tutti i gruppi da parte del primo cittadino: «Alcun veto è stato messo – scrivono Longo e Valentino – in quanto ufficialmente Rinascita continua a dichiarare di non aver alcun nome preconfezionato da eleggere. Se poi ciò non fosse vero recitino il mea culpa. Infatti, su richiesta del sindaco abbiamo assolto al nostro dovere politico indicando con coerenza proprio un nome di Rinascita. La verità è che Rinascita si è incartata, perché non ha i numeri per eleggerlo e tenta ancora una volta di scaricare sugli altri le responsabilità dei propri errori politici chiedendo a noi di risolverglieli». Ma è l’ultimo passaggio ad essere davvero al vetriolo. «Non ci faremo dettare la linea politica da Rinascita (Sinistra Italiana) sol perché gli tornerebbe utile averci passivamente a loro disposizione. Pensino a governare perché questo interessa ai cittadini senza fare il consueto vittimismo o tentare di trovare capri espiatori».

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