Cultura e religione alleate della pace. La sfida dell’Istituto “Alvaro” contro intolleranze e fondamentalismi

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“Interculturalità” è una parola oggi considerata “di moda”, adoperata talvolta superficialmente per creare l’illusione che il semplice ripeterla possa debellare il rischio di un revival nazionalitarista e creare l’impressione di vivere in una società accogliente nei confronti di ogni essere umano. Che la nostra comunità non sia però ancora un ambiente rispettoso nei confronti della persona in quanto tale, è possibile sperimentarlo quasi quotidianamente.

Gli alunni dell’Istituto “Corrado Alvaro” di Palmi hanno riflettuto sulle problematiche connesse alla vita in una società multietnica e multiculturale nel corso del convegno che si è tenuto la mattina del 24 aprile, dal titolo Alla ricerca di un’identità “interculturale”. La sfida del dialogo. Ospite d’onore della scuola è stato il Mons. Francesco Milito, Vescovo della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi, la cui visita presso il Liceo “Alvaro” è stata organizzata dai docenti di religione Vincenzo Caruso e Gabriella Panuccio.

Dopo il saluto della Dirigente Carmen Lucisano, il prof. Memmo Saltalamacchia e la prof.ssa Rosa Maria Marafioti hanno introdotto i lavori ricordando che il presupposto essenziale per considerare il rapporto con culture diverse dalla propria come un arricchimento reciproco è conoscere se stessi. La prof.ssa Marafioti ha ricordato il dibattito filosofico sviluppatosi nel corso della seconda metà del Novecento, durante il quale è stata messa in discussione la concezione “tribale” dell’identità come autocoscienza immodificabile di un determinato gruppo etnico e si è sottolineata l’importanza di un dialogo “dialogale”, che può essere l’unico fondamento di una società “aperta” e democratica. Il prof. Saltalamacchia ha ricordato che soltanto facendo esperienza dell’altro come parte di noi è possibile far diventare la cultura “inter-cultura”, e procedere in direzione dell’“unitotalità” del sapere.

Gli alunni dell’Istituto Alvaro hanno poi esposto i loro contributi: la presentazione dei due Power Point Identità e cultura (V AS) e Identità e violenza (IV BS), su opere di Zygmund Bauman, Raimon Pannikkar e Amartya Sen; il monologo Diverso, scritto e recitato da Michaela Sgambettera, alunna della V AL; le poesie Invictus (V BL) e Integración (V AL).

Il Vescovo ha tenuto il suo discorso a conclusione della mattinata. Dopo aver sottolineato che il dialogo è possibile perché gli interlocutori, in quanto esseri umani, sono simili tra loro, Mons. Milito ha rilevato che parlando ci si comprende reciprocamente, si scoprono i propri limiti e si è sospinti al di là di essi. Questo movimento di trascendenza conduce al fondamento dell’essere dell’uomo nell’essere divino, che non si lascia cogliere mediante categorie filosofiche astratte perché è Logos che assume la forma dell’amore e della comunità. Di Esso si può fare tuttavia esperienza nel dialogo, in quanto ricerca della Verità.

Il convegno è finito con la lettura dei nove “sūtra” “ad pacem” di Pannikkar, nella consapevolezza che “solo il perdono, la riconciliazione e il dialogo continuo possono portare alla pace”.

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