Il Piano Crasto, un libro aperto di geologia.

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Il Piano Crasto, è uno spettacolare contrafforte di roccia sedimentaria, composto, secondo la classificazione degli autori della Guida Geologica dell’Aspromonte, da depositi Plio-pleistocenici.

Collocato nel territorio di Mammola, oltre a fare da spartiacque tra le fiumare Novito e Torbido, è l’inizio del punto di saldatura tra l’Aspromonte e le Serre,. Passeggiando alla sua base, che la si può raggiungere sia da Canolo che dal borgo di S. Todaro di Mammola, anche l’occhio del visitatore più distratto, potrà facilmente scorgere la straordinarietà delle sue rocce, che sebbene siano collocate ad un’altitudine di oltre 700 mt s.l.m., presentano una fitta quanto singolare sedimentazione di conchiglie, cirripedi e organismi coralligeni depositatisi nel corso dei millenni sul fondo di un antico mare.

Interessanti, dal punto di vista storico-antropologico, sono anche gli antichi terrazzamenti situati intorno alla preziosa sorgente di Torno, realizzati da mani indurite dal lavoro di una terra rigogliosa, che con le sue viti, grani e ulivi, avrà sfamato chi, dall’isolamento, traette il suo umile sostentamento.

Purtroppo, questo lembo dimenticato dal tempo, oltre ad essere per la conformazione delle sue rocce, un libro aperto di geologia, presenta ahinoi, anche delle brutture, che a causa dell’inciviltà dell’homo, direi a torto, definito sapiens, si tramanderanno per non si sa quanti altri anni a seguire. Camminando infatti tra i boschi del Piano Crasto, un’intera pineta di alberi fantasma, ululanti allo sferzante vento di grecale, ancora si scrolla di dosso, gemendo, quella fuliggine mortale provocata dell’incendio sviluppatosi nel luglio 2017.

E ancora, di nuovo lui, l’homo, che cacciando ai “passi” degli uccelli migratori, con indolenza, lascia sparse ovunque le cartucce – come volesse rimarcare il suo territorio – a testimonianza del suo carattere di predatore dominante, noncurante che la plastica e l’ottone di cui esse sono composte, impiegheranno centinaia di anni a degradarsi.

E’ in tale contesto, che alcuni soci dell’Associazione Federazione Internazionale Mediterraneo & Ambiente guidati dal sottoscritto, animati dalla voglia di valorizzare questo meraviglioso angolo dell’entroterra locrideo, si sono cimentati in una giornata volta alla raccolta delle cartucce disseminate lungo il panoramico percorso escursionistico del Piano Crasto, un sito di straordinario interesse geologico che solo l’Aspromonte può regalare.

fossile

Natale AMATO

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