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LO STUDIO RADIOLOGICO DI SIDERNO A CATANZARO CONTRO I DECRETI SCURA

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Una partecipazione numerosa quella di ieri a Catanzaro dove circa 1000 lavoratori della strutture sanitarie private accreditate della regione Calabria con accanto i rappresentanti di Ferdelab, Anisap, dei sindacati e di Confindustria sono scesi in piazza per manifestare contro i tagli alla sanità previsti dal decreto Scusra. In particolare, i lavoratori hanno chiesto la revoca in autotutela dei decreti 70 e 72 che andrebbero a decurtare circa il 40% dell’offerta sanitaria; un atto, peraltro, del tutto illegittimo se si pensa che il decreto è stato firmato solo da Scura mentre il dipartimento della sanità calabrese, contrariamente a quello che la legge dice in merito, non è stato affatto interpellato.
Una delegazione dei lavoratori è stato poi ricevuta dal prefetto di Catanzaro, Francesca Ferrandino, alla presenza anche dell’on. Franco Pacenza in rappresentanza della regione; durante l’incontro le istituzioni presenti, che hanno condiviso pienamente le rivendicazioni dei lavoratori giudicandole giuste e legittime, si sono fatti carico di organizzare un incontro proprio tra il commissario responsabile dei tagli, la regione e i lavoratori stessi per cercare di porre fine a una questione sempre più assurda e incresciosa.
In prima linea anche i lavoratori dello studio radiologico di Siderno che da anni assicurano ai cittadini della Locride decine di prestazioni sanitarie spesso inesistenti a livello pubblico e che sono scesi in campo per sottolineare i non pochi problemi che tali tagli porterebbero alla situazione sanitaria calabrese, già ampiamente sottodimensionata. Essi infatti,non solo andrebbero a incentivare il fenomeno dell’emigrazione sanitaria ma, soprattutto, priverebbero un’ampia fascia di cittadini di un diritto fondamentale, quello di curarsi.
A rischio poi sarebbero anche moltissimi posti di lavoro; circa un terzo dei 3200 lavorati impegnati in queste asp, infatti, potrebbero essere licenziati qualora passassero i decreti Scura andando così a rafforzare in Calabria la piaga della disoccupazione e tutto ciò che essa comporta.
Non si tratta, insomma, di una guerra fra pubblico e privato, quanto di garantire anche ai calabresi, trattati spesso come cittadini di serie B, il sacrosanto diritto alla salute.
INTERVISTE INTERNE A TG NEWS
FRANCESCA CLEMENO|redazione@telemia.it

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