Locri (Rc): intervista alla dottoressa Giulia Audino sulla donazione del sangue cordonale

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Avete mai pensato di donare il sangue del cordone ombelicale dopo il parto? Ecco una interessante intervista alla Dottoressa Giulia Audino, presidente dell’Associazione Gadco Locri, che ci spiega l’importanza di questa scelta

Che cosa è il sangue cordonale e perché è importante donarlo?

È il sangue contenuto nel cordone ombelicale, organo quest’ultimo importante perché collega la mamma al bambino durante i 9 mesi di gestazione, rendendo possibile gli scambi vitali; alla nascita però esso finisce il suo ruolo e, quindi, viene buttato nei rifiuti ospedalieri; questo a meno che la scelta della donazione non lo impedisca e quindi faccia sì che quel cordone possa continuare a donare vita a chi lo riceve, il sangue contenuto nel cordone è un sangue prezioso perché contiene cellule staminali che sono cellule bambine capaci di sostituire globuli rossi, bianchi e piastrine, che vengono distrutte durante per esempio una leucemia tutto ciò a vantaggio di persone e soprattutto a bambini che a causa di una patologia ematologica o emato oncologica non hanno altra speranza di cura.

Che differenza c’è tra donazione e conservazione?

La donazione è un atto solidaristico, volontario e semplice con le quali la donna dona il sangue del cordone e lo mette disposizione di tutti quelli che ne hanno bisogno di qualsiasi etnia estrazione sociale e in qualunque parte del mondo si trovino e tutto ciò avviene a spese del sistema sanitario nazionale e quindi la coppia non ha nessun onere economico. Discorso completamente differente è la conservazione che è a spese della coppia che sceglie di conservarlo presso banche private che si trovano all’estero visto che nel territorio nazionale non sono legali. I vantaggi della donazione sono rappresentati dal fatto che è un gesto solidaristico che aumentando le donazione, crea un circolo virtuoso, per cui se un domani, una donna o il suo bambino dovessero averne bisogno essi avrebbero più possibilità di trovare un donatore; inoltre, conservarlo per tanti anni non da certezza che le cellule siano ancora integre e quindi utilizzabili per trapianto. La cosa più importante su cui le banche private spesso non informano adeguatamente e che le cellule conservate contengono spesso gli stessi geni alterati che hanno determinato la patologia per la quale è richiesto il trapianto di cellule staminali e quindi spesso non possono essere utilizzabili per quella determinata patologia e quindi la famiglia si trova a spendere soldi per la conservazione per tanti anni inutilmente sottraendo cordoni alla donazione. È importante far presente che nel caso in cui nella famiglia esista una patologia che risente positivamente del trapianto di cellule staminali la coppia può chiedere la “donazione dedicata” e realizzare la conservazione del cordone per la propria famiglia a spese del SSN.

Tutte le donne possono donare?

Solo le donne sane, possono donare. Nel momento in cui le donne esprimono al loro ginecologo l’intenzione di donare il sangue cordonale viene fatta una valutazione anamnestica e un prelievo di sangue, che servono entrambi ad escludere che la donna e il padre del bambino siano portatori di malattie o infezioni che possano essere trasmesse al ricevente.

Questo intervento della donazione è pericoloso per il bambino?

Il prelievo non è dannoso né doloroso né per la mamma né per il bambino. Infatti la raccolta viene fatta dopo la nascita del neonato quando questo già ha ricevuto le cure necessarie , la mamma non se ne accorge neanche in quanto sul cordone non esistono terminazioni nervose che le fanno

Ci parli dell’ associazione.

GADCO (Gruppo Avis Donatrici del Cordone Ombelicale) un’associazione senza scopo di lucro che lavora in maniera volontaria per l’ informazione e la formazione delle donne alla donazione del cordone al momento del parto e quindi per rendere fruibile a tutte le donne l’atto del donare il cordone, nei diversi punti nascita abilitati alla raccolta della Regione. E’ costituito da un team di persone molto motivate a realizzare gli obiettivi dell’ associazione, approfitto per ringraziare chi lavora con me perché è grazie a loro che l’ associazione sta crescendo e auspico anche una maggiore collaborazione con il dott. Macri direttore dell’UO Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Locri e di tutto il suo staff che si prodigano ottimamente nonostante tutte le criticità relative alla carenza di personale e altro a rendere possibile la raccolta del sangue cordonale.

Come agisce il suo gruppo?

Le volontarie concentrano tutto il loro operato ognuno secondo le proprie competenze sulla promozione e diffusione della donazione del cordone ombelicale. Per raggiungere tale obiettivo si è messo in atto un programma di incontri e campagne di sensibilizzazione.

Fonte: Diariodellagravidanza

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