Gio. Mag 6th, 2021

Secondo l’accusa avrebbero interrotto «ripetutamente» le attività del reparto di Ortopedia delll’ospedale di Locri, ridotto a un «mero ambulatorio», e «abbandonato» i malati che avevano bisogno di cure. I pazienti che si presentavano al Pronto soccorso, bisognosi «di terapie mediche o chirurgiche di tipo ortopedico, venivano sottoposti a visita specialistica (nei casi in cui fosse in servizio uno specialista), costretti a sostare per delle ore in quei locali in attesa che fosse individuata una sede idonea con disponibilità di posti letto» e venivano poi trasferiti altrove. Per queste ipotesi accusatorie il procuratore di Locri Ezio Arcadi ha chiesto il rinvio a giudizio del dg dell’Asp di Reggio Giacomino Brancati e del direttore del dipartimento Area ospedaliera Domenico Calabrò, accusati – in concorso – di omissione di atti d’ufficio, interruzione di servizio pubblico e abbandono di persone minori o incapaci.
La vicenda ruota attorno alla Struttura operativa complessa di Ortopedia dello spoke locrese, «priva di sufficiente personale medico (Direttore della Struttura e Dirigenti medici)». Secondo la Procura Brancati e Calabrò, pur essendo «perfettamente consapevoli» della carenze di personale, non hanno adottato «alcun provvedimento di tipo organizzativo o gestionale volto a risolvere la criticità e quindi assicurare le urgenze ortopediche e attivare il percorso assistenziale del politrauma; limitandosi, viceversa, ad adottare apparenti provvedimenti-tampone che si rivelavano da subito del tutto inefficaci, talora tra loro in contraddizione e cervellotici, spesso irrispettosi delle competenze fissate dagli atti organizzativi generali e delle norme generali in materia di livelli essenziali di assistenza». I provvedimenti adottati dai due manager alla fine avrebbero invece procurato «ripetuti blocchi dei ricoveri».
Brancati e Calabrò, tra le altre cose, sono accusati di aver «disatteso le infinite segnalazioni al riguardo provenienti dalla Struttura interessata, dalla Struttura di Melito P.S., da altri Organi amministrativi coinvolti (Direzione sanitaria, Dao), da associazioni varie, da infiniti servizi sull’argomento apparsi sulla stampa e nelle Tv locali»; di non aver dato seguito a diversi decreti del commissario ad acta; di avere «omesso di adottare appropriati provvedimenti utili per il superamento effettivo delle criticità»; di «non avere adeguatamente seguito e sollecitato all’Ufficio aziendale competente le procedure per l’assunzione di medici ortopedici a tempo indeterminato, assunzioni peraltro regolarmente autorizzate dalla Struttura commissariale regionale».
Al dg Brancati, poi, la Procura contesta «di non avere compiuto nulla di veramente significativo affinchè fosse espletato il concorso per la copertura del posto di Direttore della Struttura d Locri», vacante addirittura dal primo giugno 2012, e di «non avere disposto alcun serio accertamento di controllo, anche di carattere medico fiscale, in merito ai medici che a vario titolo avrebbero dovuto assumere servizio in Ortopedia a Locri e che hanno lamentato patologie varie»,
L’Asp di Reggio, si legge ancora nella richiesta di rinvio a giudizio, non avrebbe «fatto nulla di significativo per distribuire in maniera maggiormente razionale i (ben) 22 medici ortopedici di cui l’Asp disponeva, mentre gli inquirenti avrebbero «accertato che, a dispetto dei numeri, ben due Strutture di Ortopedia (Locri e Melito Porto Salvo, ndr) “affondassero” inspiegabilmente per mancanza di provvedimenti adeguati».
La Procura di Locri individua le parti offese nella Regione Calabria, nell’Asp di Reggio e in circa 200 pazienti che sarebbero stati «abbandonati» a se stessi.

fonte: s. pel.- www.corrieredellacalabria.it/

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