Moro: Irto, delitto segnato profondamente storia Italia

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“I 55 giorni trascorsi dalla strage di via Fani al ritrovamento del corpo di Aldo Moro in via Caetani segnarono profondamente non solo la vicenda terrena di uno dei più grandi statisti italiani, ma anche l’intera storia del nostro Paese. Se il terrorismo brigatista non avesse compiuto la cesura definitiva all’ipotesi del compromesso storico, probabilmente l’Italia avrebbe conosciuto una stagione di riforme e di moralizzazione della politica, la cui richiesta si trascina fino a oggi”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Nicola Irto, intervenendo a Polistena, a un incontro pubblico con Agnese Moro, figlia del presidente della Democrazia Cristiana assassinato 40 anni fa dalle Br. Durante il convegno, organizzato dal liceo statale “Richichi” del centro della piana di Gioia Tauro, Irto ha sottolineato la necessità “di rileggere Moro e di far studiare ai ragazzi il suo pensiero politico. I programmi scolastici non possono fare a meno di approfondire le vicende dell’Italia repubblicana, troppo spesso trascurata ma fondamentale per avere una chiave di lettura sulla vita dello Stato e sulle dinamiche dell’attualità del nostro Paese. Una società che non ha memoria e consapevolezza del proprio passato è destinata a non avere futuro”. “L’Italia – ha aggiunto il presidente del Consiglio regionale – ha bisogno di ritrovare se stessa. Deve alimentare lo spirito solidaristico che l’ha caratterizzata, soprattutto nei momenti più duri della sua storia, e deve riprendere coscienza del proprio valore. Siamo una grande Nazione ma troppo spesso ce lo dimentichiamo. Finiamo per cedere alla tentazione del rancore, della rabbia e del populismo, mentre dovremmo ritrovare il coraggio e la speranza che ci hanno aiutati a diventare, nel secondo dopoguerra, una delle maggiori potenze industriali del mondo. Dalla figlia di Aldo Moro – ha concluso Nicola Irto – dobbiamo trarre la grande lezione del coraggio di mettere da parte l’odio e lavorare, tutti assieme, per una comunità più giusta e per un rinnovato patto di pacificazione e solidarietà sociale”.

Moro:Agnese,dirigenti di allora non fatto nulla per salvarlo
“Leggete Costituzione per conoscerlo,primi 3 articoli sono suoi”

L’unica nota polemica nel suo lungo intervento, Agnese Moro, la figlia dell’ex presidente della Dc ucciso dalle Brigate Rosse 40 anni fa, l’ha riservato alla classe dirigente di allora che “non ha fatto nulla per salvare una vita; la vita di una persona come tante altre”. Per il resto è stato un racconto umano quello della Moro sul padre, nell’incontro organizzato dal liceo linguistico “Giuseppe Rechichi” di Polistena in collaborazione con la fondazione Rechichi, intitolata all’ex vice preside della scuola vittima innocente delle mafie ucciso nel 1987. La figlia di Aldo Moro ha narrato il racconto di un uomo, della sua formazione, del suo impegno politico ed istituzionale iniziato quando nel 1946 venne eletto nell’assemblea costituente ed è proseguito negli anni successivi assumendo le massime cariche istituzionali, del suo modo di essere uomo, genitore e marito. Agnese Moro, ha ripercorso a tratti anche con dolcezza la figura di suo padre facendo restare incollati alle sedie centinaia di ragazzi e ragazze del liceo di Polistena guidato dalla dirigente Francesca Maria Morabito, in un racconto che è servito a riscoprire un servitore fino in fondo dello Stato dall’impegno nella Fuci fino alla sua sequestro durato 55 giorni e alla sua morte violenta. Al convegno hanno anche partecipato il sindaco di Polistena Michele Tripodi, il presidente del Consiglio Regionale Nicola Irto, il sostituto procuratore della Dda di Reggio Calabria Roberto Di Palma e don Pino Demasi referente di Libera nella Piana di Gioia Tauro. Il convegno è stata la conclusione di un percorso sulla storia recente del nostro paese che i ragazzi del Liceo Rechichi hanno preparato con cura nelle settimane precedenti. Un impegno “appassionate” lo hanno definito, che li ha portati a chiedere alla scuola di poter studiare anche il periodo successivo alla seconda guerra mondiale. Agnese Moro ha stimolato i ragazzi a studiare la storia recente spronandoli a leggere la Costituzione. “Se volete conoscere mio padre – ha detto loro – leggete i primi tre articoli della nostra carta costituzionale, perché quelli li ha scritti mio padre. Intuirete il suo amore per le persone che con la Costituzione sono ritornate ad essere protagonisti della loro storia dopo il ventennio fascista che li aveva privati di molti diritti inalienabili”.

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