PLACANICA: DOPO LA TRASMISSIONE DI RAIDUE SUI “CACCIATORI DI CALABRIA” INTERVIENE L’AMMINISTRAZIONE: “TITI E’ UNA FRAZIONE DI CIVILTA’ E CULTURA NON DI COLTIVATORI DI CANAPA”

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In merito al video dei “Cacciatori di Calabria” sul ritrovamento di cento piante di canapa indiana nei pressi di Titi trasmesso su rai due, e alla falsa e strumentale preoccupazione fatta dagli impavidi e impauriti consiglieri d’opposizione (quali Gerardo Clemeno, Ilario Mongiardi e Bruno Aiello), io Beatrice Pugliese essendo il Vicesindaco di Placanica, nonché consigliera eletta grazie ai voti dei cittadini , in qualità di abitante nella frazione Titi, oltre ad essere preoccupata sono ancor di più indignata dalle affermazioni fatte nel video sopramenzionato e anche dalla strumentalizzazione politica che l’opposizione vuole far passare.
Ringrazio, innanzi tutto, tutte le forze dell’ordine che, con coraggio e determinazione, presidiano il nostro territorio e che, grazie alla loro azione metodica e quotidiana, combattono tutti i fenomeni criminali ed in particolar modo la coltivazione di sostanze stupefacenti, salvando così moltissimi giovani.
Tuttavia, ritengo inconcepibile far passare il messaggio trasmesso sui media nazionali, del comandante Massimo, caposquadra dello squadrone falco 21 (a cui va la nostra stima come carabiniere e comandante dell’unità) che preso forse dall’entusiasmo e dall’euforia del ritrovamento dello stupefacente, rilasciava delle affermazioni pesanti che affossano ed offendono i cittadini della frazione Titi, i quali cercano di sopravvivere tra enormi sacrifici in un’area montana in cui le possibilità di lavoro scarseggiano e dalla quale numerose persone sono dovute emigrare e sono sempre gli stessi che rientrando, hanno investito i risparmi di una vita per amore della propria terra.
Riprendendo le affermazioni del “caposquadra Massimo”, il quale afferma:
 “la frazione Titi rappresenta una cooperativa dove su 10 famiglie 8 coltivano la canapa indiana e alla fine un
soggetto appartenente alla cosca [senza indicare quale]
impone il prezzo e la compra tutta. Parte dell’introito va alle
famiglie che la coltivano e l’altra parte va alla cosca ,questi
senza la coltivazione dello stupefacente non potrebbero
tirare avanti nemmeno per mangiare, per loro rappresenta
un lavoro.”
 “Se andiamo a farci un giro vediamo che le condizioni dove
abita questa povera gente…e capisci che qua davvero siamo
lontani dalla civiltà”
 “Qui ci stanno case bruttissime, strade scassate in certi posti
manca la fognatura..”
 “Qua vanno avanti a cocaina e mariuana “
 “Possiamo dire carabinieri 1(uno) Titi 0 (zero)”
E mentre la canapa indiana viene bruciata lo stesso afferma:
“Tutta la contrada deve vedere che tutto il loro lavoro, tutto il
loro guadagno sta andando in fumo ed è giusto che sia così la
legge deve essere uguale per tutti”
E si noi su una cosa siamo d’accordo con il comandante Massimo
ed è che la legge deve essere uguale per tutti soprattutto
debba tutelarci tutti .
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Le affermazioni del comandante non trovano pieno riscontro , le
persone che vivono a Titi lavorano onestamente e dignitosamente
, vivono con l’aiuto delle pensioni dei propri familiari anziani,
lavorano nei paesi limitrofi nonostante siano scarsamente
retribuiti, gestiscono piccole aziende agricole o si dedicano alla
zootecnica vivendo con i ricavati delle vendite dei prodotti di tali
attività.
Titi è una cittadina tranquilla e non necessita di produrre questo
genere di coltivazione che, come affermato dallo stesso
comandante, non paga. Aver trovato delle piantine di canapa nel
territorio di Titi, non è necessariamente la prova che esse
appartengano ad un cittadino di tale luogo, quindi nessuno è
autorizzato, né tantomeno il comandante Massimo, ad affermare
quanto detto e nelle proporzioni da lui espresse .
In ogni caso, qualora ci fosse qualche mela marcia, non è giusto
fare di tutta l’erba un fascio, posizionando tutti allo stesso livello.
Morale della favola: la dichiarazione fatta senza presupposti
concreti rischia di infangare una realtà, dipingendola a fosche tinte
come se fosse Titi la sede del narcotraffico nazionale, fonte di
centinaia di migliaia di piantine.
In quanto a civiltà la frazione Titi, al pari di altri luoghi, non ha
niente da invidiare a nessuno: ha un bellissimo panorama, ospita i
Piani di Rufo, la chiesa di S. Maria della Consolazione e
l’adiacente convento (recentemente restaurato) in cui trovò rifugio
il noto frate, nonché filosofo, Tommaso Campanella. Sono stati
realizzati il campo da calcetto e di pallavolo, una piattaforma per
l’elisoccorso, l’illuminazione pubblica in località Costa Pirara, il
Calvario costruito nei pressi del convento ed è presente, inoltre, un
servizio di costante manutenzione stradale. Sta per partire, in
aggiunta, la sistemazione della strada Valenti-Giardini-Stinco-Titi
e l’ampliamento dei cimiteri di Titi e Placanica. Nonché il
completamento della rete fognaria e l impianto di depurazione che
grazie ad un finanziamento più di un milione centomila euro della
Regione Calabria saranno impegnati sia al centro che nella
frazione.
L’asserzione più “inquietante” è la frase “qua vanno avanti a
cocaina e mariuana “ , detta senza pensare alle conseguenze che
la stessa potrebbe portare nell’immaginario collettivo e soprattutto
a livello nazionale: i nostri figli saranno ingiustamente etichettati
come “ prole dei narcos “ e quindi con seri rischi di
emarginazione.
L’altra affermazione “Possiamo dire carabinieri 1(uno) Titi 0
(zero)” ,come la prima, si rivela essere anch’essa totalmente
errata. Sarebbe più appropriato dire “Stato 1 (uno), coltivatori 0
zero”.
Titi non rappresenta il nemico dello stato ma ne fa parte, parla la
lingua italiana e osserva la costituzione e le leggi italiane.
L’altra frase “tutta la contrada deve vedere che tutto il loro
lavoro, tutto il loro guadagno sta andando in fumo ed è giusto che
sia così; la legge deve essere uguale per tutti “doveva essere
riferita ai diretti coltivatori di canapa, i quali avrebbero dovuto
osservare il loro guadagno illecito andare in fumo, e non all’intera
frazione Titi .
L’intera comunità insieme alla sottoscritta reputa che il minimo
che il comandante Massimo possa fare è rettificare ammettendo di
aver sbagliato, a giudicare tutto e tutti allo stesso modo .
Per quanto riguarda i consiglieri di minoranza abitanti di
Placanica, facenti parte di quel tessuto culturale di cui fa parte Titi
condannano le affermazioni trasmesse ma anziché tutelare i loro
compaesani, cosa fanno? Gettano ancora benzina sul fuoco,
alimentando chissà quali concetti e condannando anche le stesse
persone che fino a qualche mese fa, si trovavano con loro nella
lista elettorale durante le comunali.
Bisogna smetterla di deturpare l’intero territorio per una batosta
elettorale mal digerita e, che dai dati di fatto, è stata meritata.
Nessuno in questa frazione ha mai minacciato altri, e lo sanno
tutti che i cittadini di Titi hanno votato secondo coscienza, senza
essere condizionati da nessuna holding criminale, ma per il
semplice fatto d’essere coscienti del duro lavoro e agli investimenti pubblici fatti dall’Amministrazione Condemi fino ad ora.
Noi sappiamo ascoltare le persone, comprendere i loro bisogni …l’abbiamo sempre fatto e continueremo a farlo.
E’ questo che vi turba? Forse siete coscienti che oggi riprendereste un’altra meritata sconfitta e quindi non vi rimane altro che screditare i risultati ottenuti e quelli che si otterranno.
Vergogna!
Vivete assenti dal paese, di sicuro lontani dalla gente.
Non ho mai incontrato la vostra figura quando c’era da rimboccarsi le maniche, in occasione di disastri, di eventi di somma urgenza. Piuttosto che riunirsi in forza per trovare soluzioni, avete miserabilmente denunciato i lavori eseguiti, come se le urgenze non fossero state reali (fortunatamente ci sono Carabinieri, Protezione Civile, cittadini e opere stesse a testimoniare).
Non ho mai letto vostre proposte per migliorare il nostro paese, ma le uniche che leggo di continuo sono le vostre richieste, fatte volutamente per bloccare l’attività di questa amministrazione.
Noi continueremo a lavorare al servizio dell’intera collettività, come abbiamo sempre fatto con impegno , trasparenza e umiltà cercando nel nostro piccolo di eliminare tutti gli ostacoli che man mano si presenteranno.
Concludo riassumendo che farò di tutto per fare uscire fuori dall’immaginario collettivo la visione distorta della frazione Titi, simbolo di civiltà e cultura e non di coltivatori di canapa.
F. to Beatrice Pugliese
Vicesindaco del comune di Placanica

SD| REDAZIONE@TELEMIA.IT

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