RIACE: NIENTE FONDI PER GLI IMMIGRATI DI MIMMO LUCANO

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“Una battaglia che dovrà vederci tutti protagonisti”, queste le parole con cui il presidente Oliverio ha concluso sabato scorso il suo intervento all’assemblea pubblica organizzata a Riace dal sindaco Mimmo Lucano per illustrare i risultati del suo progetto sull’accoglienza dei migranti.
Un progetto, quello di Riace, che ha avuto rilevanza nazionale e internazionale, citato dalle più importanti riviste e media mondiali; un progetto iniziato nel lontano 1998 che vede impegnati i rifugiati nelle fattorie didattiche, nel frantoio oleario, nell’ambulatorio medico, nei corsi EDA, un progetto che ha creato asili e scuole multietniche, che ha trattato il problema dell’immigrazione in modo inclusivo, trasformandolo in risorsa ma che oggi rischia tristemente la chiusura.
Un Lucano commosso quello di sabato che ha esternato l’estrema difficoltà ad andare avanti. “Un paese fantasma” è la triste predizione fatta dal sindaco dei bronzi: “Da due anni non riceviamo risorse. Abbiamo cento bambini che hanno bisogno di tutto. In questi anni ho incontrato persone speciali che hanno un’idea pulita della dignità umana. Ora però – afferma con la voce rotta dall’emozione – abbiamo solo lo Sprar (Sistema protezione per richiedenti asilo e rifugiati). Siamo obbligati a chiudere. Ho lottato tanto. Mi dispiace».
Determinazione e fermezza, invece, nelle parole del presidente Oliverio che ha assicurato, nel corso dell’incontro, il suo impegno a mantenere in vita questa esperienza. “Chiedo a Mimmo una proroga del suo sacrifico. Non deve mollare. La Regione e la Calabria che io rappresento sono con lui. Perciò rivolgo un appello al Governo e al prefetto: le risposte alle attese devono essere rapide”.
Un’avventura per cui, è vero, resta ancora aperta un’indagine riguardante la gestione del sistema di accoglienza, ma che ha attraversato i cuori di molte persone ridando speranza a tutti quei giovani come Mohamed, Philip o Kader che sabato scorso hanno sostenuto il loro sindaco, il “sindaco eroe”, capace di costruire un futuro per la gente del posto e soprattutto per chi scappa quotidianamente dalla guerra e dalla fame.
INTERVISTE INTERNE A TG NEWS
FRANCESCA CLEMENO|redazione@telemia.it

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