Lun. Mag 17th, 2021

<<Il Consiglio Regionale della Calabria (assieme al Parlamento) è l’organo legislativo chiamato a redigere le leggi che tutti noi cittadini calabresi siamo chiamati a rispettare.

I legislatori, proprio loro che quelle leggi hanno contribuito a scrivere, dovrebbero essere i primi a rispettarle anche per onorare il ruolo lautamente pagato che sono stati chiamati ad esercitare>>.

È quanto si legge in un comunicato stampa di Rocco Ruffa, militante del Partito Radicale Nonviolento di Marco Pannella e membro del comitato nazionale di Radicali Italiani.

<<Oggi>> – aggiunge Ruffa- <<c’è una “sottile linea rossa” che unisce Parlamento italiano e Consiglio calabrese in tema di mancata attuazione di leggi che riguardano il mondo penitenziario: dopo che il Parlamento italiano, nell’istituire la commissione speciale chiamata ad occuparsi dei provvedimenti governativi in sospeso, ha sorprendentemente deciso di escludere tra i provvedimenti in esame la riforma dell’Ordinamento Penitenziario, la Legge 103 del 2017 -che quella riforma aveva prodotto- rischia di restare lettera morta, una legge inattuata: senso di responsabilità e rispetto istituzionale avrebbero richiesto maggiore attenzione a questo delicato tema essendo l’Italia sotto la lente di ingrandimento della Corte EDU per violazione dei Diritti Umani.

 

Lo stesso rischio lo percepiamo a livello regionale: la Legge Regionale numero 1 del 29 gennaio 2018, infatti, prevedeva -entro il 28 febbraio scorso – la pubblicazione ad opera della Presidenza del Consiglio Regionale della Calabria di un avviso pubblico per la presentazione delle candidature alla elezione da parte dell’assemblea regionale del “garante regionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale”. Ciò nonostante  ancora nessun bando o avviso pubblico è stato pubblicato.

 

Per scongiurare il mancato rispetto di queste due Leggi da parte dei nostri “legislatori” il 23 gennaio scorso – in sostegno al Satyagraha  di Rita Bernardini (Presidenza del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito) che cominciava allora un digiuno ad oltranza per chiedere l’immediata emanazione dei decreti delegati anzidetti – ho cominciato uno sciopero della fame digiunando per più giorni consecutivi ogni settimana: sono 44 i giorni di digiuno fino ad oggi.

 

Oggi che la violenza e il mancato rispetto dello Stato di diritto e dei trattati internazionali (vedasi anche ciò che sta avvenendo in Siria) sono di preoccupante attualità, la nostra battaglia nonviolenta per l’affermazione dello Stato di Diritto contro le ragion di Stato o peggio di Partito, deve andare avanti.

 

Avere carceri più rispettose della Costituzione e delle Convenzioni internazionali non è solo una questione umanitaria ma un modo per avere una società più sicura.

 

Rocco Ruffa,

Tesoriere associazione radicale

Nonviolenta Abolire la Miseria,

Membro Comitato Nazionale Radicali Italiani

www.abolirelamiseria.it

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