SANITÀ: OGGI LA PROTESTA CONTRO I TAGLI DI SCURA

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È arrivato il giorno della protesta per gli ambulatori privati accreditati; oggi, infatti, le varie strutture calabresi, si ritroveranno a partire dalle 10 a Catanzaro, presso Palazzo Alemanni, per manifestare contro i tagli stabiliti nei decreti del commissario Scura. Serrata totale delle strutture che, sebbene abbiano già incassato il sostegno di Oliverio che ha ribadito in un incontro pochi giorni fa “la sua preoccupazione per le ulteriori ricadute negative che questo problema avrà sull’interno sistema sanitario regionale”, restano ancora in lotta per gli annunciati tagli al budget.

Una storia infinita fatta di continui ricorsi e denuncie alle autorità competenti; una storia che comincia con il decreto 128 del novembre 2017 con cui Scura ha operato un taglio di 13 milioni di euro non per l’anno successivo ma per l’anno stesso, e così, a novembre, quindi ad anno ormai chiuso, i laboratori si sono trovati con un budget decurtato. I vari ricorsi al Tar che il decreto ha generato hanno disposto la sospensione dello stesso in attesa di una pronuncia da parte dei giudici. Ma c’è dell’altro; a inizio 2018 Scura ha invitato le strutture alla firma dei nuovi contratti in cui però c’era una clausola che stabiliva la rinuncia a qualsiasi procedimento giudiziario o contenzioso relativo alla questione; dopo un primo rifiuto delle Asp, Scura le ha nuovamente invitate a procedere alla convocazione o, in caso contrario, ad attivare le procedure di sospensione degli accreditamenti per l’anno 2017. A questo punto le associazioni hanno presentato denuncia alla Gdf di Catanzaro, Reggio e Cosenza per “tentata estorsione”.

Accanto a quelli del 2017, ci sono però anche i decreti 70 e 72 a preoccupare in quanto dispongono di ulteriori tagli, per il 2018, sulle risorse disponibili. A essere decurtata sarebbe circa il 40% dell’offerta sanitaria e su 3200 posti di lavoro, quasi la metà sarebbe a rischio.

In attesa, dunque, che il Tar si pronunci il 12 aprile, Anisap, Federlab e Asa hanno chiesto al prefetto un tavolo di mediazione.

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