VACCHE SACRE: RIFLETTORI PUNTATI SUL VERSANTE JONICO REGGINO

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Continua senza sosta l’impegno della Prefettura di Reggio Calabria nel contrasto al fenomeno delle cosiddette “Vacche Sacre”. Questa volta il Prefetto Michele di Bari ha rivolto l’attenzione al versante Jonico aspromontano, anch’esso, afflitto dalla presenza dei bovini vaganti, anche se in misura minore rispetto ai territori della Piana di Gioia Tauro.

Il Prefetto, insieme al Presidente del Parco Nazionale Giuseppe Bombino, ed ai rappresentanti delle Forze dell’Ordine, ha effettuato un sopralluogo ricognitivo nei comprensori di Africo, Samo, Sant’Agata del Bianco e Caraffa del Bianco, finalizzato alla pianificazione di specifici servizi, in continuità con quelli da più settimane già in corso, che saranno attuati in queste zone per la tutela del territorio e l’affermazione della legalità.

Il sopralluogo ricognitivo ha permesso di accertare la presenza di bovini vaganti e di dimensionare al meglio le azioni da mettere in campo, nell’ambito della più ampia strategia di contrasto definita dalla stessa Prefettura in seno al Tavolo interistituzionale promosso dal Prefetto Michele di Bari e  coordinata sul campo dal Questore Raffaele Grassi.

L’azione condotta dalla task force in queste settimane si è rivelata particolarmente efficace e  rappresenta una risposta ad un pluridecennale problema, particolarmente avvertito dalla cittadinanza. Ne è la prova la situazione di bruno bonfà, imprenditore calabrese che ormai da moltissimo tempo subisce l’invasione di questi animali; diversi anni fa, in effetti, bonfà aveva inviato sollecitazioni e lettere alle maggiori istituzioni proprio per risolvere definitivamente tale questione visto che le vacche pascolando abusivamente provocano ingenti danni ai suoi impianti, alle colture e ai prodotti. Nulla di fatto però, visto che qualche giorno fa il noto imprenditore calabrese è tornato alla ribalta, ma stavolta sulle reti nazionali; è stato ospite infatti di Giletti a “Non è l’arena” per denunciare i fatti subiti.  Una situazione non più tollerabile e fortemente incresciosa in cui, dietro ai bovini, è facile intravedere il controllo territoriale e intimidatorio delle cosche del comprensorio.

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