Sab. Gen 23rd, 2021

La stagione estiva è ormai alle porte ma non tutto è a posto per quanto riguarda il sistema consortile di depurazione fognaria che serve i quattro Comuni consorziati, ossia Bianco (capofila), Bovalino, Benestare e Casignana. Le criticità vissute lo scorso anno sono ancora negli occhi di tutti e l’idea di poter rivivere nuovamente quell’incubo crea preoccupazione e forti mal di pancia non solo ai cittadini ma soprattutto agli operatori del settore turistico-commerciale.

Il prossimo 10 giugno -da quanto è dato sapere- scadrà l’ulteriore proroga concessa dalla Regione Calabria alla ditta “Idrotecnica srl” di Vibo Valentia (è la ditta ha eseguito i lavori di adeguamento e sistemazione dell’impianto fognario) per la “gestione provvisoria” in attesa che venga espletata dai Comuni la gara d’appalto per l’assegnazione, in via definitiva, della gestione ordinaria. Per la cronaca ricordiamo che la ditta in questione, già da capitolato d’appalto, aveva l’onere di provvedere alla manutenzione dell’impianto nei tre mesi successivi al termine dei lavori quindi dal 9/01/2018 al 9/04/2018; questi mesi sono poi diventati cinque in quanto, in assenza dell’avvio della procedura d’appalto, la Regione Calabria ha “responsabilmente” prorogato l’incarico al fine di non compromettere il buon lavoro fin qui svolto. Nel frattempo la “Idrotecnica srl”, proprio in questi giorni, ha lanciato un grido d’allarme per quanto riguarda le criticità che possono sorgere dal malfunzionamento soprattutto dei “collettori interni” di raccolta dei reflui che, se mantenuti ancora nelle condizioni pessime in cui sono adesso (intasamento dovuto agli scarti di ogni genere che vengono convogliati nell’impianto) saranno causa di notevoli disservizi, molto più gravi di quello che provocano oggi. Per questo motivo è importante –ha spiegato il geom. Naso, tecnico della Idrotecnica srl- mantenerli costantemente liberi, ma per fare ciò è necessario che ci sia una squadra sempre pronta ad intervenire, cosa che fino ad oggi ha fatto la nostra ditta assolvendo anche a questo onere che non era previsto nel contratto di gestione ed è su questo che i Comuni devono riflettere e molto, lasciando da parte ogni interesse che non sia quella del territorio e dei cittadini.

Quindi, in definitiva, la preoccupazione maggiore nasce dal fatto che ad oggi ancora tutto tace sul fronte gara d’appalto e quindi su chi, al termine del periodo di assistenza garantito dalla Idrotecnica srl -che si è già chiamata fuori minacciando di consegnare le chiavi nelle mani del Prefetto di Reggio Calabria- dovrà aver cura dell’impianto. Con queste premesse è facile intuire che il rischio è quello di far diventare questo film, tra l’altro già visto, da drammatico in horror. Ricordiamo che il malfunzionamento dell’impianto è stata una costante fissa sin dalla sua realizzazione con l’apice in negativo che si è avuto nel 2017, anno in cui è dovuta intervenire anche l’Autorità giudiziaria che ha sequestrato l’opera nel mentre che i Commissari straordinari del Comune di Bovalino, a causa delle gravi criticità esistenti nell’impianto, emettevano un’ordinanza di “divieto di balneazione” che ha compromesso, in parte, la scorsa stagione estiva.

E’ evidente che le responsabilità ci sono e vengono da lontano, i quattro comuni consorziati, in circa 14 anni di vita comune non sono mai riusciti a creare un organismo unitario che fosse in grado di condurre e gestire in maniera adeguata l’intero impianto ed a nulla sono serviti i numerosi interventi tampone che invece tanto spreco di denaro pubblico hanno causato. Per questo motivo i Comuni consorziati hanno il dovere-obbligo di adoperarsi affinchè al più presto, e comunque prima di entrare nel vivo della stagione estiva, si avvii l’iter procedurale per espletare la gara d’appalto che consentirà di individuare una ditta specializzata che avrà il compito di fungere da “sentinella” nella gestione e nel regolare funzionamento dell’impianto.

Bisogna finalmente sfatare il fatto che in Italia non si pensa a prevenire i problemi ma si cerca di risolverli solo dopo, quando questi hanno già provocato i danni maggiori. Pertanto, se il modo di dire “prevenire è meglio di curare” divenisse la linea guida per chi amministra, si potrebbe puntare non solo a migliorare la vita delle persone, ma anche ad evitare danni e catastrofi naturali. Meditate gente…meditate !

Pasquale Rosaci –  calabriainforma.com

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