Gio. Gen 21st, 2021

COMUNICATO STAMPA

 

All’indomani dello scioglimento del Consiglio Comunale di Bovalino avevamo espresso il nostro punto di vista accompagnato da una  profonda amarezza, vuoi per un provvedimento giunto “a tempo scaduto”, quando ormai si stava per andare al rinnovo degli organi amministrativi, vuoi per i 24 lunghi mesi di commissariamento, generalmente definito un periodo “stagnante”.

Ed infatti il risultato di cui abbiamo subito le conseguenze è stato un dissesto finanziario dichiarato, all’indomani della fine del commissariamento, dalla nuova Amministrazione Comunale che ha indicato tra le cause una presunta non attenta analisi della massa debitoria da parte della terna commissariale.

Oggi il dibattito sugli effetti della norma sullo scioglimento dei Comuni per infiltrazione mafiosa si è riacceso riproponendo un’analisi, fatta da più parti (politici, addetti ai lavori, mondo accademico), che la descrive come uno strumento inefficace rispetto all’obiettivo palesato di incidere sul tessuto criminale che, evidentemente, condiziona l’ attività amministrativa dell’Ente.

L’inefficacia è poi dimostrata dalla reiterazione di scioglimento di numerosi comuni ad intervalli di tempo ravvicinati. I dati statistici ne danno una descrizione precisa: dal 1991 ad oggi sono stati sottoposti a scioglimento 204 comuni di cui 149 sciolti una sola volta, 42 due volte,13 tre volte.

Inoltre appare come uno strumento che porta con sè effetti negativi sia in termini di immagine per la comunità locale, sia di capacità gestionali delle strutture commissariali che, ripercuotendosi sulle scelte di bilancio, spesso aggravano i problemi amministrativi di un comune.

Non e’ da ora che pensiamo che eventuali responsabilità a livello individuale di consiglieri, amministratori, sostenitori, impiegati, non debbano profilare un’amministrazione intera e ancor più una popolazione intera. Non basta mandare a casa un’intera Amministrazione, non basta colpire la parte politica, ma è necessaria un’azione incisiva sull’intero apparato burocratico che risulti colluso.

Serve poi senz’altro un’azione di maggiore forza da parte della politica nella selezione dei propri rappresentanti, ante e non post. Questo tema è stato affrontato con chiarezza dall’On.le Wanda Ferro, che ha rimarcato “il coraggio delle scelte rinunciando a chi è capace di ottenere grande consenso in maniera non del tutto chiara e trasparente”.

Così come è condivisibile quanto affermato dall’On.le Viscomi quando dice che “accanto ad un Comune da commissariare c’è una comunità da rafforzare”.

Gli elementi per pensare ad una revisione della norma ci sono tutti, così come  ci sono i rappresentati politici a cui affidare questo compito.

Non più quindi strumento che funzioni con il carattere d’urgenza, ma una norma che accompagni l’ente e l’intera comunità verso una vera “ristrutturazione”.

 

  1. Alessandra Polimeno

Capogruppo consiliare

Nuova Calabria – Bovalino

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