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Comunali: Bindi, a San Luca sconfitta per la democrazia. De Raho, rinascita San Luca dipende dai cittadini, ma serve riforma legge su scioglimento,per aiuto a nuovo sindaco

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“San Luca è una realtà in cui è molto forte la pervasività della ‘ndrangheta e la mancata presentazione delle liste per le elezioni comunali è un ulteriore segnale della capacità delle cosche di condizionare la vita di questa comunità. L’impossibilità di svolgere elezioni è una sconfitta per democrazia”. A dirlo all’ANSA è la presidente uscente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi, dopo la mancata presentazione di liste al comune di San Luca per le elezioni del 10 giugno. “Come in altri comuni ostaggio delle mafie – osserva Bindi – sarebbe necessario un inteso lavoro missionario di formazione e ricostruzione del tessuto civile che come la nostra commissione ha sottolineato già in occasione delle pretendenti consultazioni elettorali non può essere affidato alle commissioni prefettizie, che oggi non hanno neanche adeguati strumenti normativi. Spetta in primo luogo alle forze politiche mettersi al servizio di queste comunità, tornando ad essere presenti in un impegno quotidiano di educazione alla democrazia e alla legalità, per far maturare una nuova coscienza dei diritti e dei doveri di cittadinanza. Accanto alla repressione e al contrasto militare – conclude Bindi – occorre sviluppare risposte credibili di sviluppo economico e sociale in grado di spostare il consenso dalle mafie allo Stato”.

La mancata presentazione di liste a San Luca, comune di 4 mila abitanti alle porte di Reggio Calabria, sciolto per condizionamenti mafiosi nel 2013 e da allora senza un sindaco, “è un fatto grave: San Luca ha bisogno di crescere democraticamente, la mancata presentazione di liste significa uno stallo assoluto sociale e democratico”. E’ preoccupato il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho che parlando con l’ANSA osserva che “evidentemente nel territorio non si vuole l’omologazione a forme democratiche o i condizionamenti sono talmente forti da impedire candidature”. Eppure solo dagli abitanti, per De Raho, procuratore della Repubblica a Reggio Calabria per 4 anni, può ripartire la rinascita. “La politica – che un tentativo di esprimersi lo ha fatto ma non è riuscita – potrà cominciare a investire solo quando San Luca sarà disponibile”, dice il procuratore, per il quale è necessaria una riforma della legge sullo scioglimento dei comuni infiltrati, prevedendo un “tutoraggio” della nuova amministrazione da parte del governo, per sostenerne e affiancarne il lavoro. Nel 2015 una lista fu presentata ma non raggiunse il quorum; da allora le elezioni sono sempre saltate per mancata presentazione delle liste.

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