Mar. Gen 19th, 2021

Domenica 13 maggio sull’altipiano della Limina in Mammola, nella ricorrenza della festa di San Nicodemo, sarà inaugurato il Santuario di San Nicodemo, ristrutturato  grazie ad un finanziamento di 115.000 euro dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte. Saranno presenti il Vescovo della Diocesi di Locri-Gerace Mons.  Francesco Oliva, il presidente dell’Ente Parco Dr. Giuseppe Bombino, il parroco Don Alfredo Valenti, padre Ernesto Monteleone, il Sindaco di Mammola Stefano Raschellà, il consigliere comunale Pino Agostino e l’architetto Giuseppe Sansotta che ha progettato e diretto i lavori di restauro.

Il Santuario di San Nicodemo Abate, che ricade nel cuore del Parco Nazionale dell’Aspromonte, sorge sui resti di un’antica chiesetta costruita dal monaco italo-greco Nicodemo, poi canonizzato, e dai suoi discepoli, intorno all’anno mille. Il monaco Nicodemo si ritirò a vita ascetica su questo monte, detto Kellerana o Cellerano, seguito da altri che si unirono a lui e ne accettarono l’esempio e la guida; essi formarono un cenobio, seguendo la liturgia e la lingua bizantina dell’epoca. Nicodemo era noto in tutto il territorio per la sua spiritualità, la sua saggezza e non meno per i suoi miracoli. Il monastero sul monte Kellerana continuò ad essere retto dai monaci per diversi secoli, fino al 1501, quando si trasferirono nella Grangia di S. Biagio presso Mammola, portando con sé le reliquie del Santo e conservandone il culto.

Mammola, che è cresciuta all’ombra del suo Patrono e Protettore, gli esprime la sua riconoscenza con tre feste all’anno: la prima domenica di settembre che ricorda la traslazione delle sue reliquie dal monastero alla grangia di San Biagio; il 12 marzo, giorno della sua morte; il 12 maggio, giorno della sua nascita, la cui festa si celebra sul monte Cellerano.

Questi lavori, attesi da tempo dalla comunità mammolese e dai numerosi devoti del Santo, vogliono essere testimonianza ulteriore di un profondo attaccamento e di un sano legame che, dopo secoli, è ancora presente tra Nicodemo e i suoi figli.

dalla Residenza Municipale,

Giuseppe Agostino (consigliere comunale)

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