Feste e processioni: i nuovi orientamenti pastorali calabresi applicati anche nella Locride

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Hanno suscitato non poche polemiche le nuove disposizioni vescovili in materia di feste religiose per la diocesi di Locri-Gerace; diversamente dagli altri anni, infatti, mons. Francesco Oliva ha precisato che le feste dei Santi e delle Madonne andranno celebrate, fatto salvo le dovute eccezioni, esclusivamente nei giorni a loro dedicati; un modo questo per disciplinare il fitto calendario delle feste religiose locridee ma soprattutto per ricordare la memoria dei santi in un’ottica pienamente evangelica.
Un provvedimento che se da un lato va a sgominare le abitudini religiose dei cittadini locridei per la stagione estiva, dall’altro rientra appieno nella nuova evangelizzazione della pietà popolare prevista per tutte le Chiese di Calabria; bisogna specificare, infatti, che le nuove regole non sono state decise in modo personale da Mons. Oliva e imposte solo alla nostra diocesi ma, al contrario, si tratta di disposizioni generali provenienti dall’alto applicate da tutti i vescovi e in tutte le parrocchie calabresi, non solo nelle nostre. “Le feste religiose siano celebrate nel giorno in cui ricorrono nel calendario liturgico”, è quanto si legge all’interno degli orientamenti pastorali previsti per tutte le chiese calabresi contenuti in “Oltre la soglia lungo il cammino della storia”, la lettera pastorale che Mons. Oliva ha indirizzato qualche anno fa alla Chiesa di Locri-Gerace. Disposizioni molto precise, dunque, valide per tutta la Calabria e accettate da tutti i vescovi della nostra regione, in cui si sottolinea anche che le feste “si possono trasferire alla domenica solo se si tratta di domeniche del tempo ordinario. Secondo la normativa liturgica è esclusa – invece – la possibilità di trasferirle nelle domeniche privilegiate d’Avvento, di Quaresima, di Pasqua e nei giorni in cui si celebrano le grandi solennità del Signore”.
Una rivoluzione, certamente, che però non vuole eliminare le tradizioni ma che serve a far rientrare le stesse in un’ottica pienamente liturgica, senza far dimenticare ai fedeli che la vera festa resta la domenica, il giorno del Signore che “non deve essere subordinato ad alcuna manifestazione di pietà popolare” si legge ancora nel documento. E ancora, nessuna eliminazione dell’elemento ludico che resta di fondamentale importanza nei festeggiamenti, ma che non può trasformare una festa religiosa in una manifestazione paganeggiante, finalizzata alla mera visione del cantante famoso o dei fuochi pirotecnici.
Nuove regole, dunque, ma che servono solo a rafforzare una fede autentica e ottemperante al Vangelo e che soprattutto non vogliono mettere da parte le tradizioni e la pietà popolare ma solo farle rientrare in una giusta ottica liturgica.

redazione@telemia.it

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