Lun. Gen 25th, 2021

“Le attività di ricerca e di monitoraggio delle specie animali rappresentano una priorità del nostro Parco, non solo per la rilevanza scientifica delle osservazioni e delle indagini condotte, ma anche per le potenziali ricadute in ambito professionale e formativo”. E’ la considerazione del Presidente dell’ Ente Parco d’Aspromonte , Giuseppe Bombino, che grazie alle fototrappole istallate nei punti piu’ segreti della montagna sta riuscendo a mettere a fuoco la “misteriosa” fauna che popola l’Aspromonte . Tra i protagonisti della Biodiversità dell’ Ente, questa volta , è stato il turno della Martora , agile carnivoro dei boschi, parente stretto della Faina. In una nota diffusa nei giorni scorsi Bombino ha precisato che si sta notevolmente incrementando l’inventario delle specie di interesse nazionale ed internazionale che popolano i boschi dell’ Aspromonte. ” L’Ente – dice il presidente Bombino – riserva particolare attenzione attraverso la promozione e l’attuazione di tirocini, tesi di laurea, seminari, convegni ed iniziative divulgative, tesi ad aumentare la consapevolezza di come dalla Conservazione della Natura e della Biodiversità possano scaturire progresso e sviluppo socio-economico” Secondo il Responsabile del Servizio Biodiversità e Territorio Antonino Siclari le attività di ricerca dell’ Ente forniscono continuamente nuove informazioni sulle specie presenti in Aspromonte e gli studi ed i monitoraggi consentono, inoltre, di programmare gli interventi di conservazione della Biodiversità da porre in essere per tutelare, in particolar modo, le specie più vulnerabili. Siclari ha aggiunto che si era pressocchè certi della presenza della Martora, dal momento che l’Area Protetta offre l’habitat idoneo a questo mesocarnivoro, tuttavia le immagini del bellissimo animale scattate dalle fototrappole, hanno restituito l’istantanea del suo ambiente preferito, in cui l’animale può essere osservato senza disturbo. Secondo il Direttore Seregio Tralongo, infine “La Martora è specie forestale per eccellenza e, infatti, frequenta aree cespugliate soltanto raramente, per la ricerca del cibo: si tratta dunque di un eccellente indicatore di buona qualità dei nostri ecosistemi forestali e della nostra azione di tutela”.

Aristide Bava

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