Gio. Gen 28th, 2021

Avvocato Macrì, è soddisfatto della decisione del Tribunale di Locri che ha rigettato l’istanza del Ministro dell’Interno con la quale è stata chiesta la declaratoria dell’incandidabilità dell’ex Sindaco Domenico Vestito ?

Prima di rispondere, permettimi una breve premessa. Sostengo da sempre che i processi debbano avere luogo nella loro sede naturale, cioè davanti ad un Giudice terzo, nella pienezza del contraddittorio tra le parti; è lì che ha voce solo chi ha letto, anzi studiato le carte, delle quali conosce le pieghe più nascoste, le evidenze e le contraddizioni, e lì che si realizza quel fenomeno efficacissimo che è il confronto dialettico. Tuttavia, vi sono casi, e quello su cui mi solleciti una risposta è uno di essi, che fanno eccezione, poiché la vicenda non riguarda singole persone, o non riguarda solo singole persone, ma un’intera comunità. Ebbene, in queste vicende è opportuno dare, nei tempi e nei modi più appropriati, il massimo risalto possibile. Ti rispondo, quindi. Sono contento per Domenico Vestito, la cui acuta e dignitosa sofferenza di questi mesi, è stata per me motivo di grande angoscia. Deluso, invece, per Francesco Lupis, che da giovane assessore non mi pare abbia posto in essere fatti dotati della forza necessaria a far scattare la parte sanzionatoria della legge.

Che tipo di difesa è stata messa in campo ?

Con il collega Pino Vumbaca ci siamo imposti una difesa molto tecnica, senza cioè svolazzi retorici, che in una materia come questa non solo sarebbero stati inutili ma ci avrebbero allontanati pericolosamente dal centro della causa. Le difficoltà hanno preso corpo quando, di fronte ad una montagna di atti amministrativi, abbiamo dovuto scegliere quelli più funzionali alle tesi difensive che avevamo scelto di illustrare. In questo, ovviamente, ci ha fatto da ottima guida Domenico Vestito, il quale non solo li conosceva benissimo, ma, da avvocato, sapeva cogliere il significato più funzionale rispetto all’ottica difensiva.

Qual è la sua valutazione del provvedimento del Tribunale ?

Devo dire di avere molto apprezzato l’operato del Tribunale che ha condotto il procedimento, pur nella forma contratta che il codice prescrive, in un clima di serena operosità, dando a ciascuna delle parti intervenute la possibilità di esporre pienamente le proprie ragioni. Il provvedimento che alla fine ha adottato testimonia di una lettura attenta delle posizioni che si sono contrapposte. Naturalmente, come ho già detto, non concordo con quanto è stato deciso riguardo alla posizione di Francesco Lupis.

Da questa esperienza, qual è la lezione, se ve n’è una, che se ne può trarre ?

La lezione, anzi le lezioni, che se ne possono trarre sono tante. La prima e più urgente è la necessità di provvedere ad una urgente e profonda riforma della normativa sullo scioglimento dei Comuni. Così com’è presenta profili che mal si conciliano con la natura e la gravità degli interessi in gioco.

Ha delle proposte in questo senso ?

Ne dovremmo parlare a lungo. Credo che non abbiamo né lo spazio né il tempo. Mi limito quindi solo a qualche cenno. Fermo restando che lo Stato non può far finta di niente nei casi in cui si ravvisino situazioni in cui si teme l’inserimento della criminalità organizzata nei gangli politico-amministrativi di un Comune, occorre vedere quali misure adottare. A mio giudizio, occorre dare alle Amministrazioni raggiunte dal sospetto la possibilità di essere informate e di potere quindi difendersi, sia pure entro termini perentori stretti, 30/60 giorni. In questi casi non esiste un effetto sorpresa da preservare. Le Amministrazioni pubbliche parlano con gli atti, quindi ciò che hanno già fatto non potrà essere occultato. Nel mentre tutto ciò si svolge, si adottino pure Misure provvisorie di salvaguardia, da attuarsi da una parte esercitando un’azione di controllo dell’attività dell’Ente e dall’altra svolgendo le necessarie verifiche intorno alle contestazioni mosse. Questi due ultimi
momenti ben potrebbero essere affidati alla Commissione di indagine, organismo che già conosciamo. All’esito, ove trovassero riscontro gli indizi del collegamento o del condizionamento mafioso, si proponga lo scioglimento, ma ad un unico Giudice terzo, insediato nel territorio, il quale deciderà tutte le parti interessate.

A.t. ecodellalocride.it

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