Reggio Calabria: interessante Forum sul CyberbullOff, un uso corretto e consapevole di internet

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Un Forum in cui i ragazzi sono al centro del dibattito, ma come protagonisti. Sabato 26 maggio nei locali dell’Istituto Comprensivo Nosside-Pythagoras di Reggio Calabria ha avuto luogo un’altra importante tappa di CyberbullOff, il progetto per combattere il diffuso fenomeno del cyberbullismo. «Stare attenti, oggi, è una necessità – si raccomanda la vicepreside Olga Papisca coi suoi ragazzi che assistono al forum, alcuni anche accompagnati dai genitori – perché siete sempre responsabili di quello che fate. Fate tesoro dell’esperienza acquisita attraverso questo percorso progettuale e dei consigli che avete ricevuto. E anche ai genitori e docenti consiglio di applicare i consigli acquisiti: individuare subito i segnali è indispensabile. Questi progetti, d’altronde, si fanno per prevenire, educare e non per punire, fornendo la possibilità di capire quali sono i pericoli, dirvi come usare bene il mezzo informatico e i social senza danneggiare voi stessi, le vostre famiglie o altre persone». Un progetto originale quello di CyberbullOff, ideato e gestito dall’associazione culturale SpazioTeatro e supportato dal Co.Re.Com. Calabria, con Agcom e Consiglio Regionale della Calabria. Nell’illustrarne ruoli e funzioni, il presidente del Co.Re.Com. Calabria Giuseppe Rotta ha messo in evidenza la bontà del lavoro fatto anche nella nostra regione in materia di cyberbullismo: «I Corecom in tutta Italia hanno coinvolto in diverse esperienze su questi temi quasi un milione di ragazzi. In questi giorni sto girando tutta la Calabria ricevendo molti consensi e questo vuol dire che queste attività sono ritenute molto importanti. Oltre che imparare delle cose che vi tutelino dal cyberbullismo – ha detto ai ragazzi – questo percorso serve anche ad apprendere, in generale. Siate anche voi propositivi, parlate con genitori e insegnanti. Non siete soli». L’approccio al progetto è multidisciplinare e coinvolge aspetti culturali, psicologici, sociali e tecnologici promuovendo il senso di responsabilità verso un uso corretto e consapevole di internet e telefonini. Gaetano Tramontana, direttore artistico dell’associazione proponente, ha raccontato ai presenti come il tema dei laboratori da lui curati assieme ad Anna Calarco sia stato il “prendersi cura”: «Prendersi cura dell’altro perché il problema del cyberbullismo non è solo personale, ma anche fortemente relazionale. Per questo nel laboratorio abbiamo messo in atto delle pratiche di laboratorio teatrale che negli anni abbiamo sperimentato; così da fare emergere le fragilità dei ragazzi rispettando la naturale ritrosia». Significativo l’intervento di uno dei ragazzi partecipanti al laboratorio: «È stata un’esperienza anche divertente. In tutti questi incontri abbiamo fatto delle azioni che ci hanno riportato al cyberbullismo e abbiamo capito che non è una cosa divertente prendere in giro un’altra persona o sentirci più grandi, perché tutti siamo uguali».  L’esperienza coi docenti, i genitori, ma soprattutto coi ragazzi è stata sintetizzata dagli altri esperti coinvolti. Antonio Aprile, giornalista ed esperto webmedia, rivolgendosi al pubblico più giovane ha aggiunto: «Abbiamo voluto interagire con voi, capire le esigenze e le problematiche che si manifestano nell’uso degli strumenti e andare incontro a tutte le richieste. Abbiamo passato tante ore nelle classi e tanti momenti fondamentali, perché anche noi impariamo tante cose dalle vostre domande. Il senso di questa esperienza è il tentativo di vincere la paura: paura delle cose che ci troviamo ad affrontare, dell’uso di strumenti che sono molto complessi anche per gli adulti. È importante sviluppare il senso di responsabilità in tutto quello che facciamo sulla rete, non solo nel non incorrere in comportamenti che sono penalmente perseguibili, ma ancora di più nel non ferire la sensibilità di nessuno». Per l’aspetto psicologico conclude la psicoterapeuta Valentina Arcidiaco: «Con i ragazzi si è parlato dell’accesso alle emozioni, di come e perché nasce il fenomeno; delle vittime. Abbiamo fatto delle attività laboratoriali sulla scia di quelle fatte dal teatro: dalla percezione di cosa succede al cyberbullo, ma anche alla vittima. Così nelle classi dove siamo intervenuti è emerso il rispetto, la cura dell’altro, il venire in aiuto, e in che modo i ragazzi stessi si attivano. Le classi hanno risposto molto bene e i bambini hanno interagito molto. Nei test e nelle attività dei laboratori, che verranno elaborati in un secondo tempo, emerge l’educazione tra pari come il primo tassello importante». Dalle attività di CyberbullOff, ancora in corso, è nata anche una brochure con un decalogo di consigli che è stata distribuita ai ragazzi al termine del Forum. Il Co.Re.Com. Calabria, grazie al sostegno di iniziative elaborate in tutta la regione in materia della web education, si sta impegnando per diffondere consapevolezza sull’uso del web, educare sul linguaggio e sull’ormai diffusissimo fenomeno delle “fake news” per combattere distorsioni dei linguaggi e dei comportamenti reali che stanno alla base del cyberbullismo.

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