2 Dicembre 2020

Dire che il progresso ed il rischio sono due facce della stessa medaglia non è errato. Infatti, chi vuole il progresso deve mettere preventivamente in conto anche gli eventuali rischi che ne conseguono, ed è per questo che oggi, nell’era del digitale e dello sviluppo tecnologico irrefrenabile appare essenziale lanciare un ulteriore monito affinchè ci sia una maggiore attenzione e regolamentazione nell’uso di internet e più in particolare dei social. Vi domanderete, giustamente, che c’entrano i social ?, ve lo spiego subito, dal mio personale punto di vista.

Oggi è in uso il vezzo di postare singole fotografie, album fotografici e/o commenti di vario genere che oltre ad essere indirizzati volutamente ad un proprio pubblico amico vengono visualizzati anche nel complesso sistema informatico rappresentato dal web (social come facebok e twitter in primis), a meno che non si attivi una particolare restrizione nelle impostazioni di sistema che restringono, appunto, l’ambito divulgativo. Parto anche dal presupposto che il paniere degli “amici” generalmente è sacro, e quindi guai a dimenticarsene qualcuno o abbandonare preventivamente un’amicizia contratta da tempo, c’è il serio rischio che il titolare del profilo ci richiami all’ordine sottoponendoci ad un tiro incrociato di domande: “Perché mi hai cancellato dalle amicizie ?…cosa ti ho fatto ?…perchè non hai condiviso il mio post ecc…” e noi, come tanti “pecoroni” pronti a dare spiegazioni più o meno plausibili sul reale motivo dell’abbandono.

Tutto questo per dire che l’uso dei social è un’arma a doppio taglio perché può portarci in un solo attimo alle stelle ma di contro può anche farci finire, repentinamente, nelle stalle a bivaccare nella mediocrità più assoluta e questo, oggi, non lo sopporta più nessuno. Quanto appena accennato lo abbiamo già constatato anche nel corso della recente campagna elettorale dove i leader di quasi tutti i partiti politici non hanno fatto altro che postare, tra uno spostamento e l’altro, numerosi ed interminabili videomessaggi, momenti di autentico autoincensamento a costo zero che, tutto sommato, visti i risultati finali, li hanno ripagati dalle fatiche affrontate. E per rimanere ancor più nel nostro ristretto ambito territoriale (Bovalino) c’è da dire che la stessa cosa si è verificata anche l’anno scorso in occasione delle elezioni amministrative dove abbiamo assistito, grazie alla lungimiranza dei vari competitor, ad una campagna elettorale condotta fuori dagli schemi ed innovativa allo stesso tempo, dove un manipolo di giovani di belle speranze ha percorso in lungo ed in largo tutto il territorio comunale soffermandosi a postare, di volta in volta, i luoghi e le persone che hanno incontrato durante il loro percorso politico-elettorale, ed anche in questo caso il risultato finale è stato vincente. Ma ci sono anche esempi in negativo, dove elementi quali l’approssimazione del messaggio lanciato, la generalizzazione che accomuna più soggetti e l’insicurezza causata spessso dalla scarsa conoscenza del sistema informatico provocano inopinatamente danni a volta anche irreparabili.

Per questi motivi, nell’uso dei social bisogna fare molta attenzione, perché il rischio serio che spesso corriamo è quello di passare in un batter d’occhio da una situazione ritenuta favorevole ad una diametralmente opposta, a causa di un messaggio subliminale che può essere inficiato o influenzato, in tutto o in parte, da commenti e/o foto che hanno l’unico scopo di far conquistare o meno una montagna di “like” da cui, evidentemente, dipende il proprio personale gradimento agli occhi dell’opinione pubblica e della piazza virtuale. Questo per dire che l’utilizzo dei social sta crescendo a dismisura e interessa tutte le fasce d’età fino al punto che la tanto cara e sana espressione verbale, costellata di mille gesti, espressioni e sentimenti provati, ha lasciato completamente il passo ad un’asettica comunicazione virtuale fatta di hashtag, like, e tag che ci fanno trascurare totalmente le azioni più semplici e fondamentali del normale vivere quotidiano come mangiare, dormire o riposarsi.

Questa non vuole essere una critica tout court ai social né tantomeno a chi ne fa uso, ma un richiamo alla concretezza anche se è fuor di dubbio che essi rappresentano, oggi, uno spaccato importante della nostra società attuale.

Pasquale Rosaci- calabriainforma.com

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