Mar. Apr 16th, 2024
Un momento del sit-in di protesta a Napoli a seguito dell'omicidio di Soumaila Sacko, migrante maliano di 29 anni, uccisio a colpi di fucile a San Calogero (Vibo Valentia) 4 giugno 2018. ANSA/ CIRO FUSCO

C’è un indagato per l’omicidio di Soumayla Sacko, il 29enne del Mali ucciso a colpi di fucile sabato sera a San Calogero. Nel corso del pomeriggio di ieri, i carabinieri della Compagnia di Tropea e della Stazione di San Calogero, infatti, hanno notificato, ad un uomo del posto un “avviso della persona indagata” e contestuale “notifica di accertamenti tecnici non ripetibili” in relazione all’omicidio, emesso dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia che coordina le indagini. Si tratterebbe del nipote di uno dei soci della società proprietaria della ex fornace in cui è avvenuto il delitto, un italiano di circa 40 anni che abita a San Calogero. Ieri intanto, c’è stato il conferimento dell’incarico per l’autopsia sul corpo di Soumayla affidato al medico legale Katiuscia Bisogna. All’indagato, assistito dall’avv. Franco Muzzopappa, gli investigatori sono risaliti già nell’immediatezza del fatto. Infatti, poche ore dopo il delitto e dopo avere sentito la testimonianza dei due feriti, all’uomo sono stati sequestrati l’auto Fiat Panda bianca descritta dai due cittadini del Mali ed i vestiti e sarebbe anche già stato sottoposto alla prova dello stub i cui risultati saranno noti agli inquirenti nei prossimi giorni. Secondo il racconto dei migranti feriti, a sparare era stato un uomo arrivato con una Fiat Panda che aveva fatto fuoco dalla strada che sovrasta la fornace ad una distanza di una settantina di metri. A uno dei feriti, nelle ore successive al delitto, era stata mostrata una persona con indosso dei vestiti che il teste ha detto essere identici a quelli indossati dallo sparatore.

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ALESSANDRA BEVILACQUA|redazione@telemia.it

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