Consiglio con Oliverio, vigilia di veleni e sospetti a Catanzaro

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L’organizzazione della seduta di venerdì accende gli animi e crea problemi soprattutto nel confuso schieramento dell’opposizione di centrosinistra. E, per tutti, resta lo “spauracchio” 5Stelle

Si fa velenosa, e si tinge anche di “giallo”, la vigilia del consiglio comunale straordinario di Catanzaro, che venerdì vedrà la partecipazione del governatore Mario Oliverio per la firma dell’accordo di programma quadro sul sistema metropolitano del capoluogo calabrese.

UNA MEDIAZIONE FATICOSA Com’era prevedibile, l’aspetto organizzativo e logistico della seduta, già particolare perché si svolgerà ancora alla Provincia nella perdurante inagibilità della sala consiliare del Comune, si intreccia con quello istituzionale e quello politico. Ieri infatti sembrava ormai stabilito una sorta di crono-programma del Consiglio, che dovrà fare i conti con i tempi stretti dettati dall’agenda in genere molto fitta del governatore Mario Oliverio. Fin dai primi momenti preparatori il tema del contendere era in pratica stabilire il numero degli interventi da riservare ai consiglieri di maggioranza e di minoranza, e i criteri con cui delimitare la presenza dei consiglieri regionali e dei parlamentari del territorio. Una prima, faticosa mediazione, aveva portato a un’intesa di massima che vedeva tre interventi per la maggioranza di centrodestra e tre da suddividere tra le due opposizioni di centrosinistra che siedono tra i banchi consiliari, mentre l’orientamento per consiglieri regionali e parlamentari era quello, al massimo, di un brevissimo saluto. E invece oggi tutto questo schema è saltata. Fonti del Comune infatti riferiscono di una comunicazione ufficiale inviata ai capigruppo dal presidente del Consiglio comunale, Marco Polimeni, nella quale si specifica: «… Tenuti presenti gli impegni pomeridiani del presidente Oliverio, si ritiene opportuno – come già proposto durante l’ultima Conferenza dei capigruppo – limitare gli interventi dei consiglieri comunali a uno per la maggioranza e a uno per la minoranza», con tanto di invito agli stessi capigruppo di far pervenire «per iscritto i nominativi dei due consiglieri (uno per schieramento) che interverranno».

IN CAUDA VENENUM Ora, sembra una comunicazione tutto sommato innocua, ma secondo molto osservatori politici tanto innocua non è, e del resto lo conferma un consigliere comunale della minoranza di centrosinistra, che, con la garanzia dell’anonimato, parla di «evidente colpo di mano teso a mettere in difficoltà l’opposizione». Ed è, questa, una lettura che in realtà può avere una sua validità, se si considera che – paradossalmente – il centrosinistra sta svolgendo il suo ruolo di opposizione al centrodestra del sindaco Abramo diviso in almeno tre componenti: una radicale, una meno garibaldina ma sempre opposizione e infine una componente persino dialogante con la maggioranza. E soprattutto, “sottotraccia” c’è una sorta di gara a chi in realtà debba incarnare una leadership nel ruolo di anti-Abramo, considerando che nell’opposizione siedono sia il vicepresidente del Consigilio regionale, Enzo Ciconte, sconfitto l’anno scorso al ballottaggio e da almeno tre sedute puntualmente assente dalle sedute del Consiglio comunale, sia il leader di “Cambiavento” Nicola Fiorita, protagonista di un notevole exploit al primo turno. Chi dei due parlerà venerdì per la minoranza?

GLI SCENARI FUTURI Nei corridoi dei Comune si dice che il problema potrebbe essere bypassato dando a Ciconte la parola in aula quale consigliere regionale, ma nella suddetta comunicazione di Polimeni non si fa cenno a possibili interventi degli inquilini di palazzo Campanella, ma solo a «eventuali saluti» dei parlamentari. In ogni caso, molti nel centrosinistra sarebbero parecchio indispettiti per questa decisione di Polimeni, ritenuta inattesa e soprattutto unilaterale e persino provocatoria, e nello schieramento sarebbe già partita una fitta trattativa per trovare una soluzione che disinneschi la miccia che la maggioranza sembra aver acceso sotto i banchi della minoranza. Al momento, dunque, il Consiglio comunale straordinario di venerdì non ha che poche certezze, e cioè gli interventi del presidente della Regione Oliverio, del presidente della Provincia Enzo Bruno e del sindaco Abramo, cioè coloro che poi materialmente presenteranno la pratica all’ordine del giorno, l’Apq sul sistema metropolitano di Catanzaro. E infine resta, per tutti, indistintamente, per il centrodestra e per il centrosinistra, lo “spauracchio” dei grillini: a quanto pare, alla seduta non mancherà la partecipazione di più di un parlamentare del Movimento 5 Stelle (sicuro presente viene dato il deputato Paolo Parentela) pronto a intervenire e a lasciare il segno sulla giornata.

(fonte corriere della calabria)

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