Gio. Gen 21st, 2021

QUESTA E’ L’ULTIMA COMUNICAZIONE DELLA CONSULTA DELLE ASSOCIAZIONI PERCHE’ CON LA FINE CONSILIATURA DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE CESSA ANCHE LA CONSULTA DELLE ASSOCIAZIONI. SPETTERA’ POI ALL’AMMINISTRAZIONE CHE SARA’ ELETTA RIPRENDERE O MENO L’ATTIVITA’ ISTITUZIONALE DELLA CONSULTA. IL NOSTRO APPELLO E’ CHE LA CONSULTA DELLE ASSOCIAZIONI DEVE ESSERE MANTENUTA E ANZI ULTERIORMENTE POTENZIATA PER IL RUOLO IMPORTANTE E FONDAMENTALE CHE ESSA PUO’ SVOLGERE NELL’INTERESSE DELLA POPOLAZIONE, DELLE ASSOCIAZIONI E DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE CHE GOVERNERA’ PER I PROSSIMI CINQUE ANNI. NOI NON SAPPIAMO SE SIAMO STATI CAPACI DI FARE QUALCOSA DI BUONO E DI UTILE, IN QUESTI QUATTRO ANNI IN CUI LA CONSULTA E’ STATA RIPESCATA DOPO “UN SECOLO” DI DISATTENTA “IBERNAZIONE”. MA ABBIAMO CERCATO DI DARE IL MASSIMO ASSIEME A TUTTE LE ASSOCIAZIONI, UN COMPITO NON FACILE DATO CHE IL FERMO PER TANTI ANNI HA SICURAMENTE IRRUGGINITO I MECCANISMI E LE ABITUDINI. A NOSTRO PARERE PASSI AVANTI ABBASTANZA IMPORTANTI SONO STATI FATTI, MA C’E’ TANTO ANCORA DA FARE E DA MIGLIORARE. SIAMO CERTI CHE CHI GOVERNERA’ A PARTIRE DALL’11 GIUGNO RIPROPORRA’ LA FUNZIONE DELLA CONSULTA DELLE ASSOCIAZIONI. SPETTERA’ POI AI NUOVI DIRIGENTI CONTINUARE A MIGLIORARE L’ATTIVITA’ ISTITUZIONALE. DUE PAROLE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE CHE HA CARATTERIZZATO QUEST’ULTIMO MESE: UNA CONSTATAZIONE ALTAMENTE POSITIVA PERCHE’ SI SONO FRONTEGGIATI DUE LISTE ZEPPE DI GIOVANI, SOLO UN PAIO DI VETERANI. UNA “RIVOLUZIONE” DEGLI ULTIMI ANNI CHE HA “SCONVOLTO” LE ANTICHE “TRADIZIONI” PERCHE’ LA POLITICA E L’AMMINISTRAZIONE LOCALE ERA DOMINATA DALLA PRESENZA DI GENTE NAVIGATA “ANZIANA”, CON RARA GIOVENTU’ PRESENTE. NON UNA COLPA OVVIAMENTE DA ADDOSSARE AI “VETERANI”, CHE INVECE VANNO RINGRAZIATI PER AVER SOSTENUTO IL GOVERNO DEL PAESE. ERANO I GIOVANI, INFATTI, AD ESSERE DISTANTI E DISINTERESSATI LASCIANDO AGLI ALTRI DI FARE POLITICA ED AMMINISTRAZIONE. OGGIGIORNO C’E’ STATA LA CONTROTENDENZA. DUNQUE VIVA I GIOVANI DI TUTTE E DUE LE LISTE, GRAZIE RAGAZZI PER ESSERVI PROPOSTI E RIPROPOSTI. E VAI A VEDERE CHE SARA’ NECESSARIA UNA LEGGE PER GARANTIRE “LA QUOTA ANZIANI” OGGI PRATICAMENTE DEMOLITI PERCHE’ I TEMPI SONO CAMBIATI O PERCHE’ CI SONO STATE SCELTE SPONTANEE. DUNQUE CON LO SCADERE DELLA CONSILIATURA 2013/2018 TERMINA ANCHE IL MANDATO DELLA CONSULTA DELLE ASSOCIAZIONI. ED E’ GIUSTO E DOVEROSO CHE IN CHIUSURA RIBADISCA IL RINGRAZIAMENTO INFINITO ALLE ASSOCIAZIONI CHE L’HANNO COMPOSTA E RIBADIRE ANCHE IL PERCHE’ LA CONSULTA DOVRA’ CONTINUARE AD OPERARE ANCHE CON CHI SARA’ ELETTO.

L’IMPORTANZA DELLE ASSOCIAZIONI, DELL’ASSOCIAZIONISMO, DELLA CONSULTA, DELLA COLLABORAZIONE CON LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED I CITTADINI.

Immaginiamo di eliminare improvvisamente tutte le associazioni del paese che operano nel sociale, nella disabilità, nella lotta alla emarginazione e devianza giovanile, nel recupero e mantenimento delle tradizioni popolari, nell’artigianato, nell’arte della pittura, nell’ambiente, per la protezione degli animali, nelle produzioni letterarie, scientifiche, culturali, musicali, sportive, storiche, religiose, di assistenza e beneficenza, di accoglienza ed integrazione, umanitarie, di pronto soccorso, di ascolto, degli spettacoli, dei gruppi di volontariato, delle arti visive, della promozione dei borghi e del centro storico, della tutela e valorizzazione dei territori periferici, della radio e dell’editoria, del recupero negli studi, del recupero della memoria storica, della danza, in pratica di una consistente parte viva e attiva della comunità: il paese diventerebbe all’improvviso in abbandono, più difficile da vivere e da governare, salirebbe il malumore ed il disagio della popolazione, anche un paese “triste”., una Amministrazione Pubblica che non potrebbe mai e poi mai soddisfare le esigenze del popolo nel campo del terzo settore. Ma fortunatamente a Gioiosa Jonica ci sono 40 associazioni che costituiscono la Consulta delle Associazioni che è un organismo previsto dallo Statuto, istituzionalizzato dal Consiglio Comunale con Regolamento approvato nel lontano 2005. La Consulta è lo strumento di diretta comunicazione delle associazioni con l’amministrazione comunale, creata per favorire la partecipazione alla vita civile ed amministrativa del Comune. Ha funzioni consultive e propositive, può esprimere pareri e svolgere attività di studio e di ricerca. Con la presenza delle 40 associazioni nel territorio sono centinaia e centinaia le persone fortemente e appassionatamente impegnate nell’attività dell’associazionismo e del puro volontariato, che costituiscono una risorsa, una un bene prezioso ed insostituibile, una vera perla per gli alti rendimenti qualitativi e quantitativi realizzati in una varietà molto interessante di settori. Ne è consapevole la città, ne è consapevole la Consulta, ne sono consapevoli le stesse Associazioni -tutte importanti e indispensabili, dalla più “piccola” alla più “grande”- ne è consapevole la Pubblica Amministrazione che di recente lo ha ribadito pubblicamente e che da parte sua si impegna a garantire la giusta assistenza logistica e anche economica in quasi tutte le circostanze. Una attività che sicuramente nessuna Pubblica Amministrazione da sola potrebbe garantire ai cittadini. In effetti, al mondo dell’associazionismo appartengono realtà diverse, ma tutte sono caratterizzate da punti in comune, tra cui: – la capacità di coinvolgere un significativo numero di risorse umane a titolo gratuito e di volontariato; – di essere organizzazioni nate dall’iniziativa spontanea ed autonoma dei cittadini, ma con finalità sociali tutte importanti; di essere strumenti attivi per la partecipazione dei cittadini alla vita economica e sociale della comunità; – di essere soggetti che per la stretta vicinanza con il territorio di appartenenza, sono capaci di percepire immediatamente i bisogni e le necessità della gente, di vedere le criticità ambientali e materiali e conseguentemente di portarli all’attenzione della pubblica amministrazione per la soluzione ed altre volte provvedono con proprie risorse o con la collaborazione ed il sostegno dell’ente pubblico. Resta inteso che l’associazionismo raggiunge il massimo della sua efficacia se fra le associazioni si crea un reciproco, libero, sentito e leale comportamento collaborativo e produttivo. Ma non basta, perché a questa reciprocità bisogna aggiungere l’indispensabile partecipazione dell’ente pubblico e della comunità stessa. Solo a queste condizioni il dialogo, il confronto, la sussidiarietà e perfino il “conflitto” diventano una forgia di crescita, di modernità, di sviluppo e di progresso materiale e culturale, il tutto finalizzato all’esclusivo benessere della popolazione. Vogliamo dire qualcosa in più per quanto riguarda il volontariato spontaneo singolo o collettivo o organizzato e sopratutto per quanto riguarda il principio della sussidiarietà. C’è da fare un chiarimento al fine di smantellare una volta per tutte certi assurdi, ingiustificati e clamorosi errori di interpretazione e di valutazione, quale, per esempio che il fare è fatto per favorire o far fare bella figura alla Pubblica Amministrazione o al contrario per fare opposizione. Nulla dei due esempi appartiene alla forma mentis ed ai comportamenti messi in campo dalla Consulta e dalle associazioni che hanno aderito alle azioni di volontariato. La sussidiarietà -prevista e garantita anche statuto comunale ma prima ancora dalla Costituzione- come anche le azioni di volontariato non devono e non possono essere intese come interventi fatti “al posto dell’istituzione”. Queste azioni non sono messe in atto perchè la pubblica amministrazione si disinteressa (potrebbe anche succedere, ma mai tale presupposto ha albergato nella “mente” e nell’opera della Consulta, che però a volte ha dovuto desistere), né sono messe in atto perché la pubblica amministrazione non è capace o non vuole fare certe cose. Non sono messe in atto per sviluppare opposizione o delegittimare o denigrare o mettere in cattiva luce o per contrastare una ipotetica potestà monopolistica del governo comunale. Tutt’altro ! Si vuole e si è agito sempre di supporto all’azione pubblica, contando proprio sulla collaborazione dell’ente pubblico necessaria per favorire e sostenere questa azione in tutti i modi possibili: economico, organizzativo e strumentale al fine di realizzare l’efficienza, l’efficacia e l’economicità, la sburocratizzazione ed il”decentramento” organizzativo-lavorativo laddove possibile ed utile. Insomma l’associazionismo che la Consulta ha proposto ha cercato di essere una efficiente ed efficace “squadra in più” a disposizione della collettività e della Pubblica Amministrazione; una disponibilità peraltro caratterizzata da un volontariato completamente gratuito. Cosa c’è di meglio, di più moderno e di più auspicabile in termini di organizzazione sociale privato/pubblico per il benessere ti tutta la comunità paesana ?! In conclusione, l’unione delle Associazioni costituite in Consulta -fermo restando le garanzie della loro libertà, autonomia e discrezionalità secondo gli scopi previsti dai loro statuti- in collaborazione fattiva e costruttiva con le istituzioni del paese, riteniamo che abbiano garantito in in un certo qual modo e misura il continuo e non facile (visti i tempi difficili che viviamo) processo di crescita e di fortificazione della nostra comunità, costituendo la Consulta un punto di riferimento, d’opinione, di aggregazione, di critica, di sostegno e di stimolo per tutti gli altri cittadini, nel pubblico interesse. Dunque un ringraziamento pubblico a tutte le Associazioni della Consulta, alla Comunità Gioiosana ed all’Amministrazione Comunale per la parte in cui ha dato una mano e per aver sopportato il sottoscritto in questi quattro anni in cui ha operato in rappresentanza della Consulta. Ad majora a tutti!

Vincenzo Logozzo a fine mandato presidente Consulta

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