Sab. Dic 4th, 2021

Il sindacato riunisce la sua segreteria nel centro della Locride e incontra il sindaco. Appello per sbloccare i progetti Sprar

La forma è sostanza, e la simbologia, a volte, può avere risvolti concreti. La segreteria regionale della Cgil Calabria decide di tenere una riunione del suo esecutivo non a Catanzaro o in un altro capoluogo, ma a Riace, il paese della Locride guidato dal sindaco Mimmo Lucano e diventato un “modello” di accoglienza e di integrazione per tanti ma non per tutti, sicuramente non per l’attuale ministro dell’Interno Matteo Salvini.

«SALVINI SCENDA A VEDERE DI PERSONA» E così, il sindacato calabrese, sia pure per un giorno, trasforma in itinerante la sua segreteria, in modo da toccare con mano quello che si sta facendo a Riace e trovare conferma del perché sia giusto difenderlo. «Sostenere Riace – commenta il segretario generale della Cgil Calabria, Angelo Sposato – è sostenere un’idea, un pensiero, una visione del mondo e della mobilità inarrestabile dei popoli, delle migrazioni. Tutto è mobile, tranne le coscienze di alcuni. Per questo mobilitiamo le coscienze e abbiamo manifestato a Riace a fianco di Lucano. Qui c’è un modello di accoglienza e di approccio al tema dell’immigrazione assolutamente virtuoso e che non solo non va disperso ma va riproposto in altri territori: per questo nei giorni scorsi abbiamo stigmatizzato con forza le parole di Salvini su Lucano e per questo – prosegue il segretario della Cgil Calabria – invitiamo il ministro dell’Interno a scendere a Riace per verificare da vicino la bontà di questo modello».

SOS UMANITARIO Con Lucano la Cgil si incontra per circa due orette nella mediateca comunale di Riace, programmando altre future iniziative con il coinvolgimento degli altri sindacati, del mondo del volontariato e della cooperazione calabresi e con la rete delle associazioni esistenti nella regione. E c’è da mobilitarsi in fretta, perché i problemi, seri, non mancano: il sindaco Lucano è preoccupatissimo per il blocco dei progetti Sprar, che sta creando un mare di disagi, sia agli immigrati sia ai cittadini. Un accenno di emergenza umanitaria, che coinvolge anche donne in stato di gravidanza e bambini, che fa paura, e che induce la Cgil a lanciare un accorato appello: «Sollecitiamo lo sblocco di questi progetti e sollecitiamo le istituzioni, compresa la Regione, ad attivarsi per garantire la continuità assistenziale per questo territorio».

IL FUTURO L’incontro con Lucano si chiude con un arrivederci e con la calendarizzazione di una serie di manifestazioni finalizzate a creare un vero e proprio “cordone” sociale attorno al “modello Riace”. E con l’intenzione, manifestata da Sposato, di creare nel centro della Locride una Camera del Lavoro della Cgil, un altro “avamposto” della Calabria che resiste.

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